Cambio al vertice Bmw: Nedeljković prende il timone e Zipse critica le politiche UE

Oliver Zipse lascia la presidenza del CdA di Bmw dopo sette anni, con un discorso critico verso la Commissione Europea e l'eredità della Neue Klasse affidata a Milan Nedeljković

Il 13 maggio 2026 segna un cambiamento importante nella leadership di BMW: Oliver Zipse ha ufficialmente lasciato la presidenza del consiglio di amministrazione, consegnando il testimone a Milan Nedeljković. Nel suo intervento di saluto Zipse ha scelto di trasformare l’addio in un’appassionata difesa della neutralità tecnologica, criticando alcune scelte politiche della Commissione europea e mettendo in guardia sui rischi di una transizione forzata verso l’auto elettrica. Il messaggio ha ripreso temi già noti: la necessità di flessibilità industriale, la tutela della competitività e il valore di approcci tecnologici multipli per ridurre le emissioni.

La cerimonia di passaggio, avvenuta negli uffici centrali di Monaco, non è stata solo un saluto formale: conteneva richiami concreti sulle strategie commerciali e produttive. Zipse ha sottolineato i risultati economici conseguiti sotto la sua leadership, citando i conti recenti di gruppo — con ricavi e margini che hanno permesso a BMW di restare solida nonostante la volatilità del mercato — e ha espresso preoccupazione sugli effetti collaterali delle politiche protezionistiche come i dazi sulle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina. Secondo lui, barriere tariffarie e divieti rischiano di trasformarsi in un boomerang per consumatori e imprese.

Il contenuto delle critiche di Zipse

Nel suo discorso, Zipse ha definito alcuni provvedimenti europei come potenzialmente dannosi per l’ecosistema industriale. L’ex presidente ha attaccato le misure che puntano a restringere l’uso dei motori a combustione interna entro il 2035 e ha messo in guardia sul rischio di una dipendenza crescente dalle catene di approvvigionamento asiatiche per materie prime e batterie. La sua posizione ha enfatizzato il concetto di tecnologie complementari, includendo carburanti sintetici e idrogeno come alternative praticabili per una mobilità a basse emissioni che non escluda ampie fasce di mercato.

Dazi, protezionismo e impatto sul consumatore

Zipse ha puntato il dito contro i dazi punitivi che, a suo avviso, aumentano i costi per il cliente finale e indeboliscono la resilienza delle industrie europee. L’argomentazione sostiene che ostacolare l’ingresso di prodotti esteri non stimola automaticamente la competitività interna ma può limitare l’accesso a tecnologie e prezzi più bassi. Questo approccio è stato etichettato dall’ex amministratore come un «protezionismo al contrario», in quanto finirebbe per impoverire il sistema produttivo e ridurre le risorse disponibili per ricerca e sviluppo.

Il nuovo corso: responsabilità e priorità per Nedeljković

Dal 14 maggio 2026 Milan Nedeljković assume la guida del gruppo con un mandato che promette continuità operativa. Cresciuto in azienda dal 1993 e responsabile della produzione dal 2019, Nedeljković eredita l’obiettivo di mettere su strada la Neue Klasse, la piattaforma che dovrà incarnare i prossimi standard tecnologici ed emozionali dei modelli BMW. Il nuovo CEO avrà il compito di bilanciare le rigide richieste normative con la filosofia interna della Power of Choice, ossia la volontà di mantenere opzioni tecnologiche multiple per diversi mercati e segmenti di clientela.

Priorità industriali e organizzative

Tra le urgenze del nuovo vertice figurano la flessibilità produttiva, la gestione delle catene di fornitura locali e la capacità di reagire a politiche commerciali internazionali variabili. Nei documenti societari e nelle dichiarazioni emerse durante l’assemblea è emersa anche la strategia per la Cina, con prodotti sviluppati «in China, for China, with China» e partnership locali finalizzate a stabilizzare e poi rilanciare le vendite in un mercato complesso e competitivo.

Ripercussioni finanziarie e allarme deindustrializzazione

Oltre alle scelte strategiche, l’assemblea degli azionisti ha approvato i conti e il dividendo: la società ha chiuso il 2026 con ricavi che riflettono una posizione solida e ha proposto dividendi confermati agli azionisti. I numeri resi noti indicano ricavi complessivi e un utile ante imposte che sottolineano la robustezza operativa, mentre il management avverte su possibili effetti negativi dei dazi che potrebbero intaccare il margine industriale. Il CFO ha stimato per il 2026 un utile ante imposte in leggero calo e un margine Ebit auto compreso tra il 4% e il 6%, con un impatto tariffario quantificato in circa 1,25 punti percentuali sul margine.

Un avvertimento per i policy maker

Zipse ha concluso il suo mandato lanciando un appello ai decisori europei: evitare scelte ideologiche eccessive e favorire politiche che sappiano ascoltare la realtà industriale. Il rischio paventato è quello di una deindustrializzazione parziale, con perdita di valore aggiunto e occupazione qualificata proprio nel momento in cui servono investimenti in innovazione. Per BMW la sfida è continuare a presidiare tutti i segmenti tecnologici, proteggere la redditività e mantenere al centro l’ingegneria e la soddisfazione del cliente.

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