Sospensioni della moto: come si regolano?

Vuoi regolare le sospensioni della tua motocicletta ma non sai bene come fare? In questa guida ti spieghiamo il metodo corretto

Regolare le sospensioni della moto non è l’operazione più semplice che possa capitare ad un centauro. Avere un assetto adatto al tipo di percorso che dobbiamo affrontare in sella però può aumentare tanto la sicurezza quanto il nostro piacere di guida, vediamo quindi in questa pratica guida come è possibile muoversi in autonomia.

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Come regolare le sospensioni della moto

Partiamo dall’accordare la sospensione anteriore con quella posteriore, armonizzando il funzionamento dell’ammortizzatore tramite la sua molla. Così limitiamo al massimo ogni scompenso che le asperità del fondo stradale portano all’equilibrio della motocicletta.

In secondo luogo, accertiamoci che la pressione degli pneumatici sia corretta. Regolare le sospensioni con una pressione errata delle gomme è un’operazione totalmente inutile.

A questo punto possiamo cominciare la nostra regolazione. Questo processo avviene in due fasi; la prima statica e la seconda dinamica.

Regolazione statica

Dapprima dobbiamo aprire interamente l’idraulica del freno in compressione, estendendo forcella e monoammortizzatore subito prima di sollevare completamente le ruote da terra. Procediamo misurando la distanza tra il perno ruota e un punto fisso sul telaio, la retta che li congiunge dovrebbe essere quanto più perpendicolare possibile alla superficie stradale. Ripetiamo la stessa misurazione dopo aver appoggiato la ruota a terra; ciò ci serve per verificare l’abbassamento statico della moto (static sag). Esso varia di modello in modello.

Dobbiamo anche conoscere il cosiddetto sag rider, ovvero la stessa misurazione appena fatta con pilota a bordo, benzina nel serbatoio ed eventuale passeggero o bagaglio. La regolazione statica incide sull’altezza di base del veicolo e ci consente di settarlo per le differenti condizioni di marcia che ci troveremo ad affrontare una volta in sella.

Regolazione dinamica

Questa fase è ben più complessa della prima e rappresenta bene quali siano le difficoltà della regolazione delle sospensioni della moto. Il processo ora si fa individuale ed entrano in ballo le impressioni e lo stile di guida di ognuno. Non vi è un elenco di cose da fare come nella fase statica, ma alcune soluzioni a problematiche che il centauro possa avvertire. Riportiamo alcune delle più comuni.

Qualora la moto resti rigida in rettilineo, saltellando sulle asperità della strada significa che il precarico è troppo elevato e anche il freno in compressione. Se le ruote non seguono a dovere le asperità sarà il precarico delle molle a essere alto mentre quando la moto ondeggia in curve veloci bisogna aumentare precarico e freno in compressione. Se, in frenata, il veicolo si abbassa troppo occorrerà precaricare di più le molle della forcella. Il precarico sarà invece troppo elevato qualora la due ruote allarghi la sua traiettoria.

Il precarico, di fatto, oltre a incidere anch’esso sull’altezza della moto è responsabile del funzionamento delle sospensioni sulle asperità. Agendo su questo parametro si modifica il comportamento del veicolo in curva. I freni in compressione o in estensione regolano con quale velocità le sospensioni si comprimano o estendano. La loro regolazione dovrebbe essere un compromesso tra le situazioni che si possono incontrare durante la guida.

Le prime volte si possono trovare difficoltà nel corso di questa operazione ma, come sempre accade, l’abitudine è nostra amica.

Leggi anche: “cosa fare quando la spia gialla del motore è accesa fissa?

Scritto da Mattia Mezzetti
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