Come ricaricare da soli il climatizzatore auto

Ricaricare da soli il condizionatore dell’auto non è così semplice, occorre una buona dose d’abilità e anche qualche conoscenza specifica.

Sicuramente non è un “gioco da ragazzi” ma con i giusti strumenti e un po’ di pazienza possiamo farlo anche in autonomia o almeno tentare.

A ogni modo se siamo incompetenti in materia è meglio affidarci a chi di dovere, per non compromettere la nostra sicurezza e nel caso specifico del condizionatore la nostra stessa salute. La complessità dell’auto nel suo sistema di funzionamento non è da sottovalutare, anche quando si tratta di piccole operazioni. Con l’andare del tempo come tutte le componenti dell’auto anche il climatizzatore si usura e potrebbe non riuscire più ad abbassare la temperatura interna dell’abitacolo.

Questo è uno dei primi segni di un malfunzionamento del climatizzatore, in genere infatti si consiglia di ricaricarlo almeno ogni 2 anni.

Essendo una operazione frequente da fare circa ogni 60.000 km molti autisti sono tentati da farlo autonomamente, risparmiando tempo e denaro.
In genere è importante controllare sopratutto il filtro dell’aria eventualmente sostituirlo, elemento fondamentale in quanto trattiene l’impurità e assorbe l’umidità.

Attualmente vi sono in commercio diversi kit “fai da te”, per ricaricare il climatizzatore.

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Questi kit in poche e semplici mosse permettono di auto-installare la ricarica. Per fare questo tipo d’intervento sull’auto ricordiamoci sempre di usare gli occhialini per proteggere gli occhi. La prima cosa da fare è controllare la presenza di eventuali perdite d’olio refrigerante all’interno del tubo di carica.
Le perdite dal tubo di carica sono molto comuni e si hanno quando il sistema ha perso una quantità di refrigerante sufficiente a farlo smettere di funzionare.

Dunque si possono identificare i residui d’olio refrigerante o lungo tutto il tubo o nel punto di giuntura di quest’ultimo.
Altrimenti usando un po’ d’acqua non sarà difficile capire dove si trovano le tracce d’olio (dato la sua consistenza untuosa).
Il sistema se perde deve essere riparato e purgato utilizzando una pompa a vuoto per rimuovere aria e umidità. In caso l’impianto ha avuto perdite si dovrà aggiungere anche l’olio del compressore.

Bisogna assicurarsi preventivamente anche che le batterie di condensazione non siano ostruite da detriti, in modo da poter eseguire correttamente la procedura.

Arrivati a questa fase è possibile ora inserire il refrigerante, aprendo completamente la valvola e ritraendo il perno che la tocca, accertandosi di averla poi chiusa con forza. Finiti questi passaggi, bisogna verificare solo la correttezza del procedimento e se è necessario accendere il motore dell’auto azionando l’impianto dell’aria condizionata al massimo delle prestazioni di fabbrica.

Terminato possiamo finalmente affrontare la calda estate senza la paura di rimanere in coda sotto il sole con il condizionatore in cattivo stato.

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