Fermo amministrativo: cos’è, sanzioni e rischi

Si tratta di un provvedimento abbastanza diffuso in Italia e comporta determinati rischi e soluzioni, il fermo amministrativo ha una sua regolamentazione.

Cos’è

Può capitare di trovarsi in debito con un ente pubblico per una multa non pagata, un bollo o tributi di qualsiasi genere, lo stesso ente può intraprendere un’azione contro il debitore in questione, potrà bloccare un bene mobile registrato dello stesso con determinate conseguenze, questo provvedimento è il fermo amministrativo.

Nel caso specifico di un’auto alla stessa sarà impossibile la circolazione, la radiazione dal PRA o la rottamazione della stessa. La vendita sarà possibile ma il nuovo proprietario erediterà le conseguenze amministrative già in essere al momento della vendita.

Sanzioni

Analizziamo il capitolo che riguarda la nota dolente della questione, il fermo amministrativo non è un provvedimento che va a colpire solamente l’ambito monetario, si insinua anche nell’ambito pratico come vedremo di seguito.

Nel caso di un’auto o di un veicolo in generale su cui grava un fermo amministrativo non sarà possibile circolare; la nota dolente arriva se il veicolo viene fatto circolare in ogni caso, i rischi sono a livello monetario con sanzioni che vanno da 777,00 euro a 3.144,00 euro e la confisca del immediata del mezzo, nel senso che il mezzo passerà di proprietà alla Stato.

Il veicolo dovrà essere custodito in un luogo che non sia a contatto con la normale circolazione (garage o rimessa privata).

Come cancellarlo

Premesso lo stato in essere di una situazione debitoria nei confronti di un ente pubblico, capiamo come è possibile cancellare un fermo amministrativo.

Nel caso in cui si è provveduto ad onorare il debito oggetto della contesa, il fermo non decade in automatico ma bisognerà provvedere alla cancellazione presso l’ente incaricato alla riscossione (generalmente l’Agenzia delle Entrate) attraverso un modulo specifico.

Può anche essere richiesta la rateizzazione del debito ed immediatamente il fermo sarà rimosso; ovviamente le rate dovranno essere pagate pena un nuovo provvedimento di fermo.

Quando è illegittimo

Il fermo amministrativo è abbastanza utilizzato in Italia dagli enti pubblici in situazioni creditizie ma non è esente dalla possibilità di essere invalidato quando sussistono presupposti di base che minano la sua solidità.

Innanzitutto se il fermo amministrativo interviene successivamente all’annullamento del debito a livello giudiziale il soggetto debitore può chiederne l’annullamento; se il veicolo è utilizzato per mobilità di un soggetto diversamente abile si può chiedere l’annullamento del fermo; se si dimostra che il veicolo è essenziale allo svolgimento di attività lavorativa; se è intervenuto termine di prescrizione del debito il fermo amministrativo non ha motivi di sussistenza.

Questione contorta è proprio quella della prescrizione, chiariamo la cosa. Nel caso in cui sia trascorso un determinato lasso di tempo un debito nei confronti di un ente perde la sua efficacia creditoria, ossia in buona sostanza l’ente non può più richiederne la riscossione.

Nello specifico:

  • il bollo ha una prescrizione di 3 anni, quindi il pagamento di una cartella esattoriale riferita a bolli superiori non deve essere pagata;
  • per quello che riguarda le tasse ed i tributi la prescrizione è di 5 anni, trascorsi i quali non possono essere richiesti dall’ente pagamenti;
  • le imposte ed i canoni Rai hanno prescrizione di 10 anni.
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