La Ferrari Luce è arrivata come primo modello completamente elettrico del Cavallino, una berlina a quattro porte e cinque posti venduta intorno ai 550.000 euro, con circa 1.000 CV e quattro motori elettrici. Il progetto è nato con un approccio radicale: forma e architettura sviluppate pensando fin dall’inizio alla propulsione elettrica, un percorso definibile come auto elettrica nativa. Per la carrozzeria Ferrari si è avvalsa della collaborazione esterna della studio LoveFrom, con nomi come Jony Ive e Marc Newson coinvolti nel disegno.
Il risultato estetico ha diviso il pubblico e gli addetti ai lavori, scatenando un’ondata di reazioni sui social e una caduta delle azioni dell’azienda di circa l’8% a seguito della presentazione. Le critiche spaziano dall’accusa di aver tradito la tradizione delle Rosse a paragoni ironici con modelli non italiani. Contemporaneamente ci sono difensori illustri e collezionisti pronti ad acquistare la vettura: il dibattito si concentra non solo sulla forma, ma sul senso di un cambiamento così radicale per un marchio storicamente legato alla meccanica e all’estetica artigianale.
Perché il design ha diviso
La scelta di affiancare il Centro Stile Ferrari a una realtà esterna è stata motivata dalla volontà di creare qualcosa di differente e coerente con la natura elettrica del veicolo. Il risultato è una superficie levigata, volumi chiusi e uno stile minimalista che alcuni interpretano come innovativo e altri come estraneo all’identità Ferrari. Il direttore del design ha spiegato la ricerca di una purezza formale in cui la fiancata risulti quasi continua e le ruote si avvicinino a un’estetica piatta; tali indicazioni puntano a un linguaggio nuovo, funzionale alle esigenze aerodinamiche e tecnologiche di una BEV.
Reazioni pubbliche e del mondo dell’auto
Le critiche più dure sono arrivate da personalità legate alla storia del marchio, che hanno espresso preoccupazione per il rischio di smarrire un mito, perfino suggerendo di rimuovere il simbolo del Cavallino da quella carrozzeria. Al tempo stesso, voci come quella di alcuni collezionisti e di opinionisti internazionali hanno mostrato apprezzamento per l’interno e per l’approccio tecnologico. Sul web i meme abbondano: la reazione collettiva mette in luce un conflitto tra aspettative affettive verso il passato e apertura a una visione futura, con il design che diventa il campo di battaglia principale.
Strategia commerciale e focus sul mercato cinese
Dietro il progetto Luce c’è anche una spinta strategica verso la Cina, un mercato dove Ferrari vuole ritrovare slancio. Nonostante l’azienda dichiari di destinare solo il 10% della produzione alla Cina, le vendite locali sono diminuite nel tempo: circa 1.500 immatricolazioni in Cina continentale rappresentavano l’11,7% del totale nel 2026, scese poi attorno a 900 unità pari al 6,9% nel 2026. Questa dinamica ha indotto la casa a pensare a un prodotto che possa rispondere ai gusti e alle condizioni normative del mercato cinese.
Vantaggi fiscali e status symbol in evoluzione
Un elemento cruciale è che le vetture elettriche godono di trattamenti fiscali più favorevoli in Cina: le BEV sono esenti dalla tassa sui consumi e l’ottenimento della targa nelle grandi città è generalmente più rapido, aspetti che rendono le elettriche più competitive rispetto alle supercar termiche gravate da dazi e imposte che possono superare il 75% del prezzo d’importazione. Inoltre il concetto di status symbol si sta trasformando: oggi in aree urbane molto popolate un’auto silenziosa e tecnologica può esprimere ricchezza senza attirare eccessiva attenzione, e i produttori locali stanno lanciando BEV di lusso per intercettare questa domanda.
Tecnologia, interni e il punto di equilibrio
Oltre alle scelte stilistiche, la Luce porta con sé soluzioni tecniche pensate per il futuro: sistemi come lo scambio modulare delle celle, spesso citato come Ferrari Forever, e tecnologie di trasmissione come il Torque Shift Engagement sono elementi che sottolineano l’investimento in innovazione. Gli interni, disegnati con l’estetica tipica di LoveFrom, dividono: alcuni apprezzano l’ambiente essenziale e tecnologico, altri rimpiangono la tradizione delle carrozzerie italiane. In definitiva la Luce è una scommessa a tutto tondo, che combina design, strategia di mercato e tecnologie dirompenti per aggiornare l’identità del marchio nel XXI secolo.
