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Furto auto: cosa fare e assicurazione

furto auto

Subire il furto della propria auto è una cosa abbastanza grave e mette in moto un meccanismo complesso e frustrante per il mal capitato.

Purtroppo sono tanti, tantissimi, gli italiani che possono raccontare di aver subito il furto della propria auto. Si tratta di un’esperienza davvero traumatica in certi casi, specie quando l’auto è principalmente un il mezzo utilizzato per recarsi al lavoro oppure quando si è intrapreso un percorso finanziario a rate per estinguerne il pagamento.

Il furto è un danno sia per il singolo che per l’intera comunità, purtroppo i dati sono allarmanti e confermano una situazione che non è delle più confortanti.

Sicuramente poter contare su una buona copertura può far chiudere un occhio quando possibile, anche se le compagnie sono sempre restie a concedere rimborsi, la storia insegna che faranno di tutto pur di trovare un cavillo per non rimborsarvi del danno subito.

Ma lasciamo stare le polemiche e andiamo a capire cosa fare, come muoversi in caso che il malaugurato fattaccio si verifichi.

Cosa fare in caso di furto auto

La prima cosa da fare è non lasciare che il panico ci sovrasti. Sembra una frase fatta, è vero, ma cercare per quanto possibile di mantenere la calma può darci una mano enorme nel metabolizzare la cosa e può farci mettere in moto immediatamente per tentare di risolverla.

Innanzitutto bisogna porre le basi alla questione: dov’era la nostra auto al momento del furto?

  • Se parcheggiata in strada, il miglior buon consiglio che la nonna avrebbe dato sarebbe stato quello di portare via con voi, al momento della sosta, i documenti dall’auto;
  • se parcheggiata in un garage si può far fede alle telecamere di sorveglianza che potrebbero aver filmato il fattaccio; e in ogni caso ogni garage deve predisporre una sorveglianza attiva 24 h su 24;
  • se l’auto era parcheggiata dentro ad un box privato vale la regola di cui sopra, cioè quella di aver portato con noi i documenti dell’auto.

Fatta salva la questione su dove era parcheggiata l’auto bisogna recarsi al primo commissariato di Polizia o presso la caserma dei Carabinieri più vicina per sporgere denuncia, raccontando sapientemente con dovizia ogni particolare che potrebbe rivelarsi importante per il ritrovamento.

Per questo è meglio avere con se più ‘materiale’ possibile di riferimento, libretto, certificato di proprietà, foto dell’auto o eventuali video di sorveglianza del garage.

La denuncia è un elemento necessario del prossimo passo da compiere, cioè quello della domanda di rimborso alla propria compagnia assicurativa; un buon consiglio è quello di farne diverse copie da poter sia utilizzare che conservare.

Assicurazione, quanto paga

Le compagnie assicurative non sono molto di larga mano e le leggi italiane aiutano in questo senso. Bisogna prendere coscienza col fatto che non ci verrà mai rimborsato il valore che l’auto possiede in quel momento, anche se la legge sostiene il contrario.

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione, in caso di furto le compagnie assicurative sono tenute a rimborsare il valore massimo di mercato che l’auto possiede al momento della sottrazione, ma possono intervenire diversi fattori.

L’assicurato deve provare che l’auto si trovava in perfetto stato al momento del furto, cosa abbastanza complessa se consideriamo che è molto improbabile trovare qualcuno che ogni giorno si metta lì a ispezionare lo stato dell’auto e a documentare il tutto..se questa richiesta fa parte del contratto di assicurazione come clausola, le compagnie possono ridurre il valore del mezzo proprio per il fatto che l’assicurato non ha fornito prova del perfetto stato dell’auto rubata.

Un altro elemento che va a limare l’entità del rimborso è l’Iva; si tratta di un’imposta che come tale è stata pagata all’atto dell’acquisto, quindi per tale non possiamo ricevere un rimborso basato sul valore dell’auto iva compresa e incassare un’imposta, quindi la stessa va scorporata dal valore finale (l’Iva standard è del 22%).

Fatte salve queste premesse, il rimborso che si può ottenere nel migliore dei casi corrisponderà al valore di mercato dell’auto ridotto del 22%.

Quando l’assicurazione non paga

Ma le compagnie assicurative possono andare ben oltre la sensibile riduzione del valore del rimborso e possono anche, in determinati casi, rifiutare il pagamento del rimborso.

Questione molto spinosa che può sollevare un vespaio infinito di polemiche ma scenario probabile e fortemente possibile.

La legge sostiene che le compagnie assicurative sono tenute a rimborsare il furto dell’auto, ma le stesse compagnie devono avere la certezza che l’assicurato non abbia in qualche modo agevolato il furto. Ma cosa vuol dire esattamente?

Agevolazione del furto

Facciamo un esempio: in un momento di distrazione scendiamo dalla nostra auto e la lasciamo in sosta anche solo per un minuto per svolgere una qualsiasi operazione. Ma la cattiva sorte vuole che l’auto abbia le chiavi al suo interno e sia aperta. Abbiamo agevolato il furto in senso stretto e la compagnia può non pagare nessun rimborso se lo ritiene opportuno. Ma come può fare la compagnia a sapere che avevamo dimenticato le chiavi in auto? E che quindi abbiamo agevolato il furto? Semplice, nelle polizze è inserita una clausola che riguarda le chiavi dell’auto.

In sede di acquisto dell’auto ci vengono fornite almeno due chiavi codificate, a prescindere da marca e modello dell’auto.

Una clausola assicurativa specifica potrebbe prevedere che, all’atto del furto, bisogna essere in possesso di entrambe le chiavi fornite in dotazione. L’assenza di una delle due potrebbe far scattare una sorta di concorso di agevolazione al furto e, di fatto, non ricevere alcun rimborso dalla propria compagnia.

Un grande consiglio che si può dare è che quando si subisce il furto di un mezzo è bene contattare un avvocato; la propria agenzia dove si è stipulata la polizza assicurativa ne può proporre uno interno ma è sempre meglio contattare un professionista esterno, anche perché il suo lavoro sarà estremamente importante nel caso in cui la compagnia si rifiutasse di pagare il rimborso.

Se siamo convinti delle nostre ragioni è bene perseguire il nostro cammino anche attraverso una causa; i dati che parlano di compagnie assicurative costrette da una sentenza ad un giusto rimborso, sono numerosi.

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