L’avvicinarsi della EICMA 2026 riaccende la curiosità dei moto-appassionati. Oltre ai modelli ufficiali che già si profilano tra i padiglioni di Rho-Fiera, circolano numerosi spunti, frutto di riflessioni dei designer Kardesign e Oberdan Bezzi e di analisi di mercato. Queste proposte, pur non avendo conferma di produzione, rappresentano ciò che la comunità vorrebbe realmente vedere sul pavimento dell’evento.
In questo articolo vengono raccolte sei idee che hanno solleticato l’immaginazione dei rider: dal vuoto nella gamma medio-cilindrata di Kawasaki, passando per un ritorno storico di Moto Guzzi, fino a concept estremi di Ducati, Fantic, Honda e Suzuki. Ogni proposta è sostenuta da dati concreti, brevetti o dichiarazioni di casa produttrice.
Kawasaki: una media cilindrata di 150 CV per riempire il vuoto
Il Kawasaki Ninja H2 resta al centro dell’attenzione con la sua variante aggiornata prevista per il 2027, spinta a 209 CV grazie al ram-air e dotata di pinze Brembo Hypure. Parallelamente la H2R rimane riservata ai circuiti a 58.000 euro. Tuttavia, la Z H2 (200 CV, 240 kg, prezzo di 22.740 euro) appartiene a una fascia di prezzo e peso diversa, lasciando scoperta la nicchia intorno ai 150 CV, più leggera e accessibile. Anche se Kawasaki non ha annunciato una moto di questo tipo, il successo potenziale di concorrenti potrebbe indurre i vertici giapponesi a valutare seriamente il progetto.
Moto Guzzi V100 Le Mans Classic: rivivere l’iconica 1975
Per gli estimatori dell’Aquila il ritorno della Le Mans è un desiderio quasi sacro. Oberdan Bezzi ha immaginato la V100 Le Mans Classic, che richiama il cupolino essenziale, il serbatoio sagomato e il codone monoposto della prima serie del 1975. La base tecnica è già presente a Mandello del Lario: motore V2 da 1.042 cm³, 115 CV elettronica firmata Aprilia e una ciclistica moderna. Nonostante Piaggio non abbia ancora segnalato l’avvio della produzione, una variante carismatica come la Le Mans potrebbe dare una forte identità alla piattaforma V100.
Ducati Scrambler Mono: un monocilindrico pronto a stupire
Il propulsore Superquadro Mono della Hypermotard 698 (659 cm³, 77,5 CV a 9.750 giri, 63 Nm a 8.000 giri) è già il più raffinato della sua categoria, ma è confinato a un unico modello. Trasporlo sulla Scrambler consentirebbe a Ducati di sfruttare una risorsa già omologata, mantenendo il peso a secco sotto i 170 kg e offrendo una alternativa più leggera rispetto alla versione bicilindrica da 800 cm³, che sta cominciando a invecchiare. La Scrambler Mono potrebbe diventare la porta d’ingresso ideale per i nuovi clienti, se Borgo Panigale decidesse di investire.
Fantic Supermotard 500: la mancanza di una motard A2 di media cilindrata
La Fantic Stealth 500 ha dimostrato che un motore Minarelli da 463 cm³ (45 CV) e un peso di 147 kg possono competere con la KTM Duke 390 o l’Aprilia Tuono 457 nella categoria A2. Tuttavia, il mercato sente la mancanza di una motard stradale monocilindrica di media cilindrata, erede delle classiche super-motard degli anni ’90. Fantic possiede già il telaio a traliccio, le piastre in alluminio e i cerchi a raggi da 17 pollici; basterebbe aggiungere un manubrio alto e sospensioni a lunga escursione, con una denominazione che richiamasse la storia sportiva del marchio, per colmare il vuoto.
Honda CBX1200F: fantasia di un sei cilindri in una naked
Il concept proposto da Kardesign parte dalla CB000F (124 CV, 103 Nm, peso 214 kg, prezzo 12.190 euro) con linee vintage ispirate alla CB750F. L’idea è di inserire sotto il serbatoio un motore sei cilindri in linea reminiscenza della leggendaria CBX 1000 del 1978 (1.047 cm³, 105 CV). L’immaginario CBX1200F mostrerebbe una testata imponente e sei collettori a ventaglio, mantenendo la carrozzeria della CB1000F. Sebbene poco plausibile dal punto di vista commerciale, la proposta dimostra che l’interesse per architetture a sei cilindri non è ancora spento, come testimonia la continua produzione della K 1600 da parte di BMW.
Suzuki GSX-R1000R “Slingslab”: l’ispirazione del 1985 sulla superbike moderna
La GSX-R1000R attuale (195 CV, 203 kg, 20.490 euro) fornisce la base meccanica per il concept “Slingslab”. La proposta di Kardesign prevede di rivestire la Superbike con il design della GSX-R750 del 1985: cupolino squadrato, doppio faro rotondo incassato e livrea bianco-blu con il logo Suzuki. Il nome “Slingslab” unisce le sigle “Slabside” (1985) e “Slingshot” (1988). Nonostante Suzuki abbia appena completato l’omologazione Euro 5+, una variante di carrozzeria dedicata a una nicchia di appassionati sarebbe comunque improbabile sul breve periodo.
Queste sei proposte, pur rimanendo nella sfera del rumoristico, riflettono le tendenze di mercato, le lacune percepite nella gamma attuale e la voglia dei fan di vedere sia ritorni storici sia innovazioni audaci. Se anche una sola di esse dovesse trovare terreno fertile, l’EICMA 2026 potrebbe regalare sorprese inaspettate.
