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Marchi italiani spariti nella storia dell’automobile

marchi italiani spariti

Alcuni dei marchi che hanno fatto la storia dell'automobilismo italiano e non che sono andati perduti.

Marchi italiani spariti che hanno cessato la produzione pur riuscendo ad entrare nella storia del panorama automobilistico italiano e mondiale. Può sembrare assurdo ma sono esistiti e spesso vengono dimenticati salvo tornare alla ribalta molto spesso per puro e semplice scopo commerciale. Il caso più recente è senza dubbio la De Tomaso. Tornata famosa per aver presentato a Goodwood la hypercar P72. Ora andiamo a scoprire queste case-meteora.

De Tomaso

La prima casa automobilistica di cui val la pena parlare è senza dubbio la De Tomaso. Fondata dal genio italo-argentino nel 1959. La sua notorietà è dovuta indubbiamente a macchine sportive i cui nomi ma non solo quelli sono rimasti come pietre miliari nella memoria. Le più famose sono: Mangusta e Pantera. GT degli anni ’60 e ’70 con uno stile italiano ma dal cuore americano. Infatti De Tomaso per la creazione di questi celebri modelli si accordò con Ford per la produzione dei motori.

L’azienda chiuse nel 2012 per fallimento.

Innocenti

Un’altro dei marchi italiani spariti è la Innocenti. Innocenti era impegnato in molti campi, tra cui quello automobilistico. Iniziò la costruzione di automobili nel 1960 costruendo la Innocenti A40 ovvero la versione italiana della Austin A40. Continuò questo connubio con le case britanniche tant’è vero che il suo prodotto più famoso è la Mini Innocenti, la Mini italianizzata. Altro prodotto molto celebrato dagli appassionati è la Mini De Tomaso Turbo costruita quando la casa era stata assorbita da De Tomaso. Il reparto dedicato alla costruzione di automobili chiuse nel 1993.

Puma Automobili

La Puma Automobili è una casa automobilistica romana. Fondata da Adriano Gatto nel 1968 è stata specializzata nella costruzione di dune-buggy e kit car. L’azienda produceva queste particolari vetture, sia le sportive che le dune buggy sfruttando come base il Maggiolino. Tra i modelli più famosi si ricorda la GTV come vettura sportiva e la dune buggy rossa utilizzata da Bud Spencer e Terence Hill in “Altrimenti ci arrabbiamo”.

Chiuse nel 1993 su decisione del proprio fondatore.

Iso Rivolta

La Iso Rivolta nasce nel 1939 a Genova per poi trasferirsi nel 1942 a Bresso. Inizialmente produceva caloriferi. Il salto nel mondo automobilistico avvenne nel 1953 con la Isetta. Il progetto visto lo scarso successo in Italia venne poi acquistato da BMW che la produsse, non a caso questo particolare modello è collegato al marchio bavarese. La vettura più celebre di questa casa automobilistica resta la Grifo, una sportiva progettata da Bizzarrini prodotta dal 1965 fino al 1974. In quell’anno termino la produzione automobilistica.

Bizzarrini

La Bizzarrini Prototipi, poi Bizzarrini S.P.A fu fondata da Giotto Bizzarrini nel 1964. I primi modelli furono delle versioni da competizione della Iso Grifo. Nel 1965 Bizzarrini lascia la Iso e produce la 5300 GT modello molto simile alla Grifo che viene ben accolto da critica e appassionati nonostante si debba scontrare con vetture del calibro di 250 GTO e Ferrari 330.

Produsse poi la 1900 GT Europa, un prototipo costruito in 17 esemplari che avevano tanto in comune con la Opel GT. Nel 1966 produsse la P538S una vettura dedicata alle competizioni. L’azienda chiuse nel 1969.

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