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Nuovo Codice della strada: multe più basse e divieto assicurativo

Il nuovo Codice della strada riduce le multe, digitalizza patente e libretto, e introduce regole più dure per veicoli non assicurati e per moto in corsia d'emergenza.

Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha dato il via libera al progetto di riforma del Codice della strada. L’intervento legislativo mira a rendere la normativa più equilibrata, facendo scendere gli importi delle sanzioni e, al contempo, introdurre misure più restrittive per i comportamenti che minacciano la sicurezza stradale.

Una delle misure più evidenti è la riduzione generale delle multe. L’arrotondamento al ribasso porta le sanzioni minime da 26 a 25 euro, quelle da 42 a 40 euro e le penalità di 83-87 euro scendono a 80 euro. L’adeguamento automatico all’inflazione, previsto dall’articolo 195, è sospeso, garantendo una diminuzione complessiva di circa il 7 % rispetto alla tabella precedente, con 66 fattispecie anzi aumentate per preservare il ruolo deterrente.

Notifica più rapida e calcolo progressivo delle multe per eccesso di velocità

Il nuovo testo anticipa i termini di notifica delle contravvenzioni: i Comuni dovranno comunicare i verbali rilevati da sistemi a distanza entro 45 giorni, invece dei 90 attuali. Questo accorcia il lasso di tempo tra l’accertamento e il diritto di difesa del conducente. Inoltre, per le violazioni di velocità, il calcolo sarà progressivo ogni chilometro orario oltre il limite aumenterà la sanzione, rendendo la multa più proporzionata alla gravità dell’infrazione.

Strumenti di accertamento a distanza

Le nuove disposizioni ampliano l’uso di telecamere e sensori per rilevare sosta in aree di carico, mancata precedenza a pedoni e ciclisti, nonché il rispetto delle zone a traffico limitato (ZTL). Questi dati potranno essere inviati ai cittadini entro il nuovo termine di 45 giorni, garantendo trasparenza e rapidità nella gestione delle infrazioni.

Patente e libretto digitali, divieto per veicoli senza assicurazione

Il documento cartaceo di guida e il libretto di circolazione non saranno più obbligatori al volante. Gli agenti potranno verificare la validità dei titoli tramite l’app Io in linea con l’omologazione europea dei documenti digitali. Parallelamente, il provvedimento istituisce un divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione obbligatoria. I veicoli immatricolati all’estero e presenti in Italia per più di 30 giorni dovranno adeguarsi alle norme assicurative italiane, con modalità di riscossione coattiva per le sanzioni non pagate.

Contrassegno disabili unificato e nuove regole per moto, e-bike e scooter

Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma nazionale per il riconoscimento del Contrassegno Unico Disabili Europeo (Cude). Le amministrazioni che non parteciperanno non potranno più utilizzare i sistemi di accertamento a distanza per violazioni relative a parcheggi riservati o ZTL. Per le motociclette, il codice consente l’uso della corsia di emergenza sulle autostrade a basse velocità, purché venga lasciata libera per i soccorsi. Viene anche previsto l’installazione di barriere salva-motociclisti per diminuire i rischi di impatto.

Le e-bike e i cicli a propulsione subiscono nuove restrizioni: è obbligatorio l’uso del casco per le “super-bike” (potenza superiore a 0,25 kW) e l’applicazione di una targa identificativa per i rider. Per i monopattini elettrici, è introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono intralcio o pericolo per i pedoni, oltre all’obbligo di evitare manovre a zig-zag. Queste misure puntano a tutelare gli utenti più vulnerabili della rete stradale.

Infine, il rinnovo della patente di guida subirà una modifica significativa: potrà essere effettuato ogni 10 anni fino al compimento dei 65 anni per le categorie di veicoli del gruppo 1, evitando l’attuale riduzione di validità dopo i 50 anni. La digitalizzazione del documento, l’estensione dell’età per la patente di conducenti di camion e autobus (fino a 70 anni) e la possibilità di guidare prima del rilascio del CQC, a patto di aver avviato il corso di qualificazione, completano il quadro di una legge pensata per modernizzare la mobilità italiana.

Scritto da Ilaria Mauri