Sardegna: la Corte Costituzionale annulla la moratoria sulle energie rinnovabili

La Corte Costituzionale ha bocciato la moratoria sarda sulle rinnovabili, ribadendo l'importanza della transizione energetica e la necessità di rispettare le normative statali ed europee.

La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica il 23 luglio 2026, dichiarando illegittima la moratoria sulle rinnovabili imposta dalla Regione Sardegna. Questa decisione ha ripercussioni significative per il futuro degli impianti eolici e fotovoltaici nell’isola e in tutta Italia. La sentenza n. 144 ribadisce l’importanza della transizione energetica e la necessità di rispettare le normative statali ed europee.

La sentenza e le sue implicazioni

La Corte ha stabilito che le Regioni non possono introdurre norme che ostacolino in modo indiscriminato i procedimenti autorizzativi per gli impianti di energie rinnovabili. La moratoria sarda, introdotta con la legge regionale del 2026, aveva bloccato tutte le richieste di autorizzazione per impianti nelle aree non qualificate come ‘idonee’. Questo provvedimento era stato criticato dal Governo per la sua natura generalizzata e temporanea.

La violazione dei principi di ragionevolezza

I giudici hanno sottolineato che la moratoria violava i principi di ragionevolezza poiché bloccava indistintamente ogni procedimento senza considerare lo stato di avanzamento delle pratiche. La Corte ha ribadito che la qualificazione di un’area come ‘non idonea’ non può trasformarsi in un divieto assoluto, ma rappresenta solo uno strumento di accelerazione dei procedimenti autorizzativi.

Il ruolo delle Regioni e la pianificazione territoriale

La sentenza riconosce il ruolo delle Regioni nella pianificazione territoriale, ma sottolinea che le competenze regionali devono essere esercitate in modo ragionevole e non possono trasformarsi in ostacoli aprioristici allo sviluppo delle fonti rinnovabili. La Corte ha ribadito il principio eurounitario di prevalenza dell’interesse pubblico alla realizzazione degli impianti di produzione di energia rinnovabile.

Le dichiarazioni della Regione Sardegna

La Regione Sardegna ha interpretato la sentenza sottolineando la centralità delle competenze regionali in materia urbanistica, paesaggistica e di governo del territorio. Tuttavia, la Corte ha chiarito che queste competenze devono essere esercitate nel rispetto delle normative statali ed europee. La presidentessa Alessandra Todde ha ribadito che la transizione energetica è un obiettivo nazionale, ma non determina l’integrale assorbimento delle competenze regionali.

Le conseguenze per gli impianti eolici e fotovoltaici

La decisione della Corte ha importanti implicazioni per gli impianti eolici e fotovoltaici in Sardegna. Gli impianti possono essere autorizzati anche nelle aree classificate come non idonee, purché rispettino le valutazioni ambientali, paesaggistiche e territoriali previste dall’ordinamento. Questo significa che le autorizzazioni possono essere negate solo dopo una valutazione puntuale e specifica.

La sentenza rappresenta un passo fondamentale per la transizione energetica in Italia, ribadendo l’importanza di rispettare le normative statali ed europee e garantendo la certezza dell’azione amministrativa. La Corte ha chiarito che le Regioni devono adeguarsi agli obiettivi energetici stipulati negli accordi internazionali, garantendo al contempo la tutela dell’ambiente e delle future generazioni.

Scritto da Andrea Conforti