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Superbike Cremona: Bulega supera gli incidenti e guarda al campionato

Bulega analizza le cadute a Cremona, i problemi della moto e il suo piano per tornare in vetta al campionato

Il weekend di apertura del Mondiale Superbike al Cremona Circuit è stato segnato da un susseguirsi di eventi che hanno messo a dura prova Nicolò Bulega. Nonostante una caduta nella seconda sessione di prove libere, il pilota ha chiuso la giornata con il secondo tempo complessivo, attestandosi subito dietro Iker Lecuona. Le dichiarazioni rilasciate in sede di gara offrono una panoramica dettagliata su cosa sia andato storto e su come il team intenda rimediare.

Le cadute durante le prove libere: cause e conseguenze

Durante la prima libera (FP1) Bulega è scivolato verso la fine del turno, ma il tempo perso è stato contenuto. La seconda volta, avvenuta a soli dodici minuti dall’inizio di FP2, la caduta è stata più incisiva e ha costretto il pilota a interrompere la sessione. Secondo le sue parole, la perdita di tempo ha compromesso la messa a punto della moto, un fattore cruciale in una classe dove ogni secondo conta. Ha aggiunto che le sensazioni trasmesse dal “package” abituale non erano soddisfacenti, suggerendo un problema tecnico non ancora identificato.

Il problema della moto standard

Bulega ha spiegato che, a seguito delle prove, la squadra ha sperimentato configurazioni diverse che non hanno portato i risultati sperati. “Torniamo alla moto standard, quella che abbiamo sempre usato, e cercheremo di migliorare”, ha affermato. Questo ritorno al setup di base è motivato dal fatto che la configurazione attuale non gli ha garantito il feeling necessario per spingere al massimo. L’anticipazione è che entro la serata di venerdì il team avrà individuato la soluzione per far tornare la moto al livello competitivo richiesto.

Dichiarazioni sul futuro: test MotoGP, Pol Espargarò e la sfida per il titolo

Parallelamente alle difficoltà in pista, Bulega ha commentato gli ultimi sviluppi del suo percorso professionale. Dopo una caduta a Mugello nei test MotoGP, è stato costretto a rinunciare all’uscita al Red Bull Ring, generando ulteriori pressioni. Ha inoltre risposto alle affermazioni di Pol Espargarò secondo cui il 2027 non ci sarà una sfida contro il portacolori Aruba, dichiarando di non avere nulla da dire in merito alle regole e di concentrarsi sul proprio ruolo di test rider.

Il ruolo del test rider e le limitazioni

Il pilota ha sottolineato che, pur trovandosi a disposizione della Ducati per i test, non ha la libertà di chiedere modifiche personalizzate. “Mi danno mille cose da provare, ma non posso dirti cosa voglio”, ha spiegato, ribadendo che la moto è progettata per i piloti del team factory e non esclusivamente per lui. Questa evidenza rende più complessa la ricerca di un “setup” ottimale, soprattutto quando le gare si avvicinano e la pressione sale.

Obiettivi a breve termine e prospettive per il campionato

Nonostante le cadute e le difficoltà tecniche, Bulega mantiene la fiducia nel proprio potenziale. Ha dichiarato di non sentire pressione, ma di voler dare il massimo concentrandosi sul lavoro da fare. L’obiettivo a breve termine è quello di risolvere i problemi individuati in FP2 e di approfittare di FP3 per guadagnare tutti i minuti disponibili, come ha già fatto nelle gare precedenti. Se tutto filasse liscio, il pilota ritiene di poter competere per il podio fin da questo weekend, aprendo la strada a una corsa al titolo che potrebbe definire il suo futuro nella Superbike mondiale.

Scritto da Ilaria Mauri