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Test 850cc: record di Moreira, Bezzecchi conquista le hard e Vinales fa il comeback

Le ultime prove 850cc mostrano tempi pari alle 1000cc, con Moreira al top e Vinales di ritorno in pista.

Il Red Bull Ring è stato teatro delle ultime sessioni di prova con le nuove moto 850cc una tappa cruciale prima della chiusura di stagione. Le case hanno messo a disposizione i piloti sotto contratto MotoGP per valutare l’impatto del prossimo cambio di regolamento. Già dai primi giri emergono dati sorprendenti: la riduzione di cilindrata non ha penalizzato le velocità sui tornanti, grazie soprattutto alle nuove mescole Pirelli che sembrano colmare il divario di potenza.

Risultati chiave delle prove: tempi e performance

Il momento più clou è stato il giro di Diogo Moreira che ha toccato il cronometro a 1’28.4 a soli 0,5 secondi dalla pole di Jorge Martin registrata sabato. Un risultato che lo pone al centro della lotta per una possibile promozione nel team factory, dove compete con David Alonso. Accanto a lui, Álex Márquez ha girato 1’28.9, mentre Francesco Bagnaia non è stato menzionato tra i più veloci, suggerendo una fase di lavoro su mappature.

Un altro dato interessante riguarda Aprilia e il suo giovane pilota Andrea Bezzecchi. Con la rubber hard posteriore fornita da Pirelli, Bezzecchi ha battuto il miglior tempo in gara di Alex Rins Acosta di quattro decimi, chiudendo a 1’29.1 contro i 1’29.5 di Acosta. Questo dimostra che la scelta delle mescole può avere un impatto più decisivo della semplice cilindrata.

Nel frattempo Ducati rappresentata da Alex Rins Aldeguer ha mostrato una buona uniformità su tutte e tre le mescole, conferendo fiducia alla squadra. KTM con Aaron Acosta si è posizionata al secondo posto, mentre Yamaha sembra ancora alla ricerca del giusto equilibrio per colmare il gap.

Implicazioni per il nuovo regolamento e la competitività

Le prove evidenziano che le gomme Pirelli riescono a compensare la riduzione di potenza tipica dei motori 850cc. Senza l’ausilio di abbassatori, la capacità dei motori è diminuita e l’aerodinamica è stata semplificata, ma i tempi rimangono comparabili a quelli delle attuali 1000cc. Alcune case avevano proposto di limitare la potenza delle 1000cc per ottenere lo stesso risultato con costi inferiori; le prove dimostrano che, con le giuste mescole, questo obiettivo è già raggiunto.

Il risultato è una scena più equilibrata: le case più grandi non hanno più un vantaggio schiacciante, e le squadre medio-basse possono competere più da vicino. Questo equilibrio è confermato anche dai tempi dei piloti rookies che hanno provato le moto 1000cc depotenziate come Juan Gomez Guevara e Alessandro Agius i cui giri si aggirano intorno al 1’29.6-1’30.5.

Ritorno di Maverick Vinales e i prossimi test a Valencia

Un annuncio importante è il ritorno di Maverick Vinales che ha registrato un 29.2 con la 1000cc depotenziata e 29.9 con la nuova 850cc. Il pilota spagnolo tornerà in pista in Giappone a bordo della sua KTM del team Tech3, mantenendo alta la competitività del campionato anche con la riduzione di cilindrata.

I test continueranno a dicembre a Valencia dove le moto 850cc saranno portate quasi in versione definitiva. Con i progetti tecnici ancora in fase di sviluppo, le case puntano a superare le prestazioni delle attuali 1000cc, soprattutto in termini di velocità massima, dove qualche piccolo accorgimento aerodinamico potrebbe ridurre ulteriormente il gap.

Di seguito, i tempi più rappresentativi delle prove:

  • Moreira – 1’28.4
  • Acosta – 1’28.9
  • Bezzecchi (hard) – 1’29.1
  • Aldeguer – 1’29.1
  • Zarco – 1’29.1
  • Vinales (1000cc dep.) – 1’29.2
  • Morbidelli – 1’29.4
  • R. Fernandez – 1’29.4
  • Marquez – 1’29.5
  • Agius (1000cc dep.) – 1’29.6
  • Nakagami (1000cc dep.) – 1’29.7
  • Binder (1000cc dep.) – 1’29.9
  • Vinales (850cc) – 1’29.9
  • Espargaro – 1’29.9
  • Razgatlıoğlu – 1’30.0
  • Miller – 1’30.5
  • Guevara (1000cc dep.) – 1’30.5
  • A. Fernandez – 1’31.3
  • Savadori – 1’31.5

Questi numeri confermano che, nonostante la riduzione di cilindrata, le performance rimangono al livello delle attuali moto di classe regina, e aprono la strada a un futuro più competitivo per il MotoGP.

Scritto da Andrea Conforti