Nel segmento delle city car elettriche, la Nissan Micra elettrica rappresenta il nuovo punto di riferimento. Il modello, lungo appena 397 cm, si distingue per un design che richiama i classici fari tondi della Renault 5, dimostrando come una piattaforma condivisa possa generare due identità ben diverse. Entrambe le auto nascono nello stabilimento francese di Douai, dove Nissan e Renault hanno unito le forze per ottimizzare costi e tempi di produzione.
Questa collaborazione non si limita alla parte estetica: la Micra eredita dal suo “cugino” francese una buona dose di dinamismo ma resta comunque una vettura pensata per il comfort quotidiano. Il motore elettrico è abbinato a un caricatore di bordo da 11 kW capace di ricaricare in modo efficiente da una presa di corrente alternata, ma il suo rendimento influisce direttamente sul risultato finale di consumo.
Caratteristiche tecniche e background di produzione
Il veicolo è costruito sulla piattaforma CMF-EV di Nissan, condivisa con la Renault 5 elettrica. Il telaio è realizzato con leghe leggere e l’allestimento interno è stato ottimizzato per ridurre il peso a 950 kg, valore che contribuisce a una sensibile risposta dinamica. La batteria da 40 kWh, posizionata a pavimento, garantisce un baricentro basso, migliorando la maneggevolezza in città e la stabilità in autostrada.
Un elemento spesso trascurato è l’efficienza del caricatore di bordo. Con una potenza nominale di 11 kW, il sistema riesce a caricare la batteria dall’0 al 80% in circa quattro ore, ma la conversione da corrente alternata a DC introduce una perdita di circa il 5 %. Tale perdita è già imputata nel valore di consumo riportato nella prova su strada.
Prova su strada: 70 km di percorso misto e risultati di consumo
Per valutare il comportamento reale della Micra elettrica, è stato effettuato un giro di 70 km che ha alternato tratti urbani, statali e autostradali, rispettando i limiti di velocità e il flusso del traffico. Il climatizzatore è stato lasciato acceso, impostato a 22 °C, mentre la temperatura esterna era di 21 °C, un contesto in cui il sistema di climatizzazione non ha dovuto lavorare intensamente.
Durante il test, il trip computer ha indicato un consumo medio di 5,5 km/kWh. Tale cifra include le perdite energetiche dovute al caricatore di bordo, al climatizzatore e alle variazioni di velocità. Nonostante le aspettative di un risultato migliore – considerando la leggerezza e l’aerodinamica migliorata – la media si è attestata a questo valore, ragionevole per una compatta elettrica di queste dimensioni.
Il percorso misto ha messo in evidenza due aspetti chiave: la risposta immediata dell’acceleratore in città, con partenza da fermo in meno di 6 secondi, e una buona stabilità su tratti autostradali a 110 km/h, dove l’autonomia residua si è ridotta gradualmente ma senza scatti di consumo eccessivi.
Un’analisi più approfondita suggerisce che, se il climatizzatore fosse stato spento, il consumo medio avrebbe potuto avvicinarsi a 6,0 km/kWh. Inoltre, l’uso di una colonnina di ricarica rapida (DC) sarebbe stato più efficiente rispetto alla ricarica domestica, ma comporterebbe costi maggiori.
