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Acquisto auto: quali insospettiscono la finanza e fanno subire controlli?

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Acquisto auto: quali insospettiscono la finanza e fanno subire controlli? Supercar, auto di lusso e pezzi unici ma non solo, conta anche il costo di manutenzione!

L’acquisto di alcune auto fa scattare subito dei controlli della Finanza. Capita alle volte di sentirsi un po’ presi di mira da chi ci vuole proteggere. Se per caso vi sentite oggetto di controlli ripetuti della Guardia di Finanza è probabilmente perchè guidate un’auto che li incuriosisce particolarmente. La Finanza, infatti, tiene d’occhio le persone che guidano auto particolari e va ad effettuare controlli a campione per scovare dei truffatori e riportarli all’ordine. Le automobili che hanno il “potere” di attirare maggiormente l’attenzione della Finanza ed il conseguente controllo fiscale sono quelle di lusso, quelle storiche e quelle d’epoca.

Acquisto auto di lusso

Supercar? Superbollo. E scatta il controllo fiscale. Il superbollo viene pagato quando si possiede un’auto che superi i 185 kw di potenza ed ogni kilowatt “vale” 20 euro.

La tassa in questione è erariale ed è percepita dallo stato mentre il bollo normale è regionale.

Come si calcolano i kilowatt di una vettura? Basta controllare il libretto di circolazione e, nel caso, si possieda un dato espresso in cavalli, basta moltiplicare il numero per 1,36 ed avrete convertito i cavalli in kilowatt. Per farla breve, si paga il superbollo se avete un’automobile dai 251 cavalli in su.

Quanto costa una supercar? Tanto

La matematica ed i dati sono oggettivi, ma al di sotto ovviamente c’è una motivazione: se ti intesti una supercar vuol dire che guadagni parecchio e ne consegue un controllo al reddito per verificare se sia attinente non solo all’acquisto ma anche alla manutenzione della super vettura negli anni.

Per stare tranquilli, c’è un modo semplicissimo: acquistare una macchina sotto i 185 kW o i 251 cavalli: con tutti i modelli che ci sono si può facilmente trovare un compromesso di sportività e piacere di guida.

Auto storiche, non solo supercar

Partiamo con una precisazione: auto storiche e d’epoca non sono sinonimi.

In breve, l’auto storica può andare in giro nelle strade e deve essere iscritta al pubblico registro automobilistico e avere il certificato di rilevanza storica e di collezione. Un’auto d’epoca non va iscritta lì ma in un elenco dei ministri dei trasporti. Inoltre non possono circolare, poichè sprovviste delle caratteristiche di sicurezza dettate dalla Legge.

Costo bollo auto storiche

Il bollo non si paga se l’auto ha più di 30 anni di vita a partire dall’immatricolazione sul libretto di circolazione. L’esenzione passa automaticamente. Se si continua a guidare l’auto su strada bisogna pagare il 28,40 euro.

Torniamo alla questione del controllo fiscale: non basta mantenere l’auto in garage per ritenersi esenti dai controlli. Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che un’auto storica o d’epoca è comunque una fonte di ricchezza per via del suo valore, anche se chi la possiede l’ha ricevuta gratuitamente o l’ha pagata poco e conservata.

L’auto ha un suo valore e mantenerla richiede parecchi soldi e quindi il possessore ha una capacità contributiva.

Siccome costa parecchio la manutenzione di un’auto del genere, il proprietario deve dimostrare di poterselo permettere insomma, altrimenti l’ Agenzia delle Entrate condurrà un controllo per chiarire la provenienza dei fondi per mantenere la vettura.

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