Nel mondo delle auto d’epoca, ogni dettaglio conta. Una storia recente ha scosso il mondo dei collezionisti: un’Audi 5000 CS Quattro, presentata come la protagonista di un record di velocità leggendario, ha rivelato segreti inaspettati. La vicenda, che ha coinvolto RM Sotheby’s e Autobild ha portato alla luce differenze significative tra l’auto proposta all’asta e quella che effettivamente stabilì il record.
Le differenze che hanno cambiato la storia
Le fotografie storiche di Audi hanno giocato un ruolo cruciale in questa vicenda. Il confronto tra l’auto utilizzata per il record e quella proposta all’asta ha rivelato differenze troppo evidenti per essere ignorate. L’auto che scese in pista a Talladega presentava passaruota allargati, cerchi più larghi e un frontale profondamente modificato. Anche lo scarico seguiva una configurazione particolare, con l’uscita collocata sul lato destro della vettura in prossimità della portiera posteriore.
L’esemplare messo in vendita, invece, appare molto più vicino a una normale berlina di produzione. Il doppio scarico termina sotto il paraurti posteriore e numerosi dettagli della carrozzeria non coincidono con quelli visibili nelle fotografie ufficiali dell’epoca. Le differenze proseguono anche sotto il cofano. Motore, sistema di aspirazione e disposizione di diversi componenti risultano differenti. Persino alcuni elementi del vano motore sembrano appartenere a configurazioni tecniche distinte.
L’abitacolo: un altro indizio rivelatore
Se all’esterno i dubbi sono numerosi, all’interno diventano ancora più evidenti. La vera auto da record era stata alleggerita in maniera estrema e presentava un abitacolo completamente spoglio, molto più vicino a una vettura da competizione che a una berlina di serie. L’esemplare all’asta conserva invece gran parte degli elementi originali. A colpire è soprattutto la diversa configurazione della gabbia di sicurezza, che non corrisponde a quella documentata nelle immagini storiche della vettura utilizzata a Talladega.
Il record di velocità del 1986
Questa vicenda riporta alla memoria una delle imprese più spettacolari della Casa dei Quattro Anelli. Nel maggio del 1986 Audi annunciò il record ottenuto sul circuito ovale di Talladega, negli Stati Uniti. Al volante c’era il leggendario Bobby Unser tre volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis. Con una Audi 5000 CS Turbo Quattro profondamente modificata, il pilota americano raggiunse una velocità di punta di 350 km/h sul rettilineo del tracciato.
La media sul giro fu di 332,9 km/h, un risultato che all’epoca rappresentò un nuovo riferimento per le vetture a trazione integrale. Per raggiungere questo obiettivo, Audi trasformò radicalmente la berlina: il peso venne ridotto di circa 400 kg grazie all’impiego di alluminio, Kevlar e finestrature in plastica, mentre il cinque cilindri turbo da 2,2 litri arrivò a sviluppare 650 CV.
La storia di questa Audi 5000 CS Quattro è un esempio di come il mondo delle auto d’epoca possa riservare sorprese inaspettate. Ogni dettaglio conta, e spesso è proprio attraverso l’analisi meticolosa delle differenze che emergono verità affascinanti e inaspettate.
