Aumento del 50% sulle auto aziendali e modifiche a Iva, trust e crediti d’imposta

Il decreto correttivo della delega fiscale impone un aumento del 50% sulle tasse per i veicoli diesel e benzina presenti nelle flotte aziendali da oltre cinque anni e introduce cambiamenti su fringe benefit, trust, crediti d'imposta, Iva e fondi pensione

Il governo ha predisposto un decreto correttivo che riformula diverse disposizioni fiscali di rilievo per imprese e professionisti. Tra gli interventi più rilevanti emerge la stretta sulle auto aziendalicon un aumento consistente della tassazione mirato ai veicoli più datati, mentre in contemporanea vengono aggiornate regole su fringe benefittrustcrediti d’imposta, Iva e fondi pensione.

Le novità contenute nel provvedimento assumono la forma di un pacchetto omnibus: misure eterogenee che incidono sia sulla componente ambientale delle politiche fiscali sia su aspetti tecnici e procedurali della fiscalità corrente. In questo articolo analizziamo i punti concreti del correttivo, illustrando gli effetti diretti sulle aziende e sulle partite Iva.

Aumento del 50% per le auto aziendali più datate

La modifica di maggiore impatto riguarda la tassazione applicata ai veicoli aziendali diesel e benzina presenti nelle flotte da oltre cinque anni: il decreto prevede un incremento del 50% del carico fiscale su questi mezzi. L’obiettivo dichiarato è disincentivare l’uso prolungato di auto potenzialmente più inquinanti e favorire un turnover più rapido delle flotte aziendali verso modelli meno impattanti.

Impatto sulle politiche di rinnovo flotte

Con questa misura le imprese sono spinte a rivedere il piano di sostituzione dei mezzi: il maggior costo fiscale sui veicoli vetusti può rendere più conveniente il noleggio o l’acquisto di auto più recenti. Il provvedimento, inteso come leva ambientale oltre che fiscale, cerca di trasformare la tassazione in uno strumento di incentivi indiretti per il rinnovo tecnologico e la riduzione delle emissioni.

Fringe benefit e trattamento degli optional

Il decreto introduce anche una modifica significativa al modo in cui vengono valutati i fringe benefit legati all’uso promiscuo delle auto aziendali. Per gli optional non compresi nelle tabelle ACI, la normativa stabilisce ora un incremento forfettario del 5% del valore imponibile del veicolo. Questa scelta uniforma il trattamento degli accessori e semplifica l’applicazione del valore fiscale nei casi più comuni.

Regole transitorie e riassegnazione dei veicoli

È stato rivisto il regime transitorio per le auto prenotate nel 2026 e assegnate nel 2026, eliminando il rischio di una tassazione al valore normale per le assegnazioni dopo il 30 giugno 2026. Inoltre il testo mira a evitare sanzioni fiscali per le società che riassegnano un veicolo precedentemente concesso a un altro dipendente, garantendo maggiore certezza nelle prassi di gestione delle flotte aziendali.

Trust, successioni e crediti d’imposta: novità operative

Oltre al capitolo auto, il correttivo interviene sulle imposte di successione e donazione: in presenza di trust e vincoli di destinazione viene concessa la possibilità di un pagamento anticipato dell’imposta, modificando il momento del prelievo e offrendo maggiore flessibilità nella pianificazione patrimoniale.

Tassazione delle plusvalenze sui crediti d’imposta

Un’altra novità riguarda le cessioni di crediti d’imposta acquistati dai professionisti dopo l’entrata in vigore del decreto: le plusvalenze derivanti saranno inquadrate come redditi diversi e tassate al 26% anziché con l’Irpef ordinaria. Questa disciplina si applica alle operazioni realizzate dopo la decorrenza del provvedimento e modifica il regime fiscale delle negoziazioni tra operatori.

Variazioni su Iva, fattura elettronica e fondi pensione

Nel pacchetto di modifiche sono incluse anche misure di natura procedurale e internazionale: la detrazione Iva potrà essere esercitata entro il secondo anno, offrendo più tempo per recuperare l’aliquota nei casi di fatture ricevute in ritardo; i dati della fattura elettronica potranno essere utilizzati anche per l’analisi di rischio doganale; e viene eliminata la riduzione di un anno dei termini di accertamento per i contribuenti forfettari, dal momento che l’e-fattura è ormai obbligatoria anche per loro.

Infine, la ritenuta applicata ai dividendi corrisposti ai fondi pensione europei aumenta dall’11% al 20%, mentre la disciplina della global minimum tax viene aggiornata per precisare i regimi coesistenti e gli incentivi fiscali qualificati basati su costi o produzione locale.

Nel complesso il decreto correttivo rappresenta un intervento esteso che tocca aspetti ambientali, gestionali e tecnici della fiscalità. Le imprese e i professionisti dovranno adeguare prassi amministrative e piani finanziari per tenere conto delle Nuove regole, in particolare per la gestione delle flotte aziendali, la valutazione dei fringe benefit e la contabilizzazione delle cessioni di crediti d’imposta.

Scritto da Ilaria Mauri