Autogrill: storia, info, curiosità e privatizzazione

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Per ripercorrere la storia di Autogrill, occorre andare indietro nel tempo e precisamente a 70 anni fa. Era infatti il 1947 quando, nell’immediato dopoguerra, nasce il primo Autogrill.

La vera storia degli autogrill

Ad avere la vincente intuizione, giovane industriale di Novara – Mario Pavesi – figlio di un panetterie. Una vera scommessa, la sua: per inquadrare meglio lo scenario, stiamo parlando di un periodo in cui la maggior parte della popolazione italiana vive ancora in aree rurali; le automobili sono pochissime, forse una ogni cento abitanti.

Mario Pavesi, creatore dei pavesini, apre un piccolo spaccio di biscotti sulla Milano – Torino, all’altezza del casello di Novara. Si tratta di un piccolo bar con tavoli, poltroncine e un pergolato all’esterno. Nella vetrina, i biscotti prodotti nella vicina fabbrica di famiglia.

Passano davvero pochi anni e, grazie anche alla crescita economica del Paese, il piccolo locale si trasforma in un vero proprio generatore di business.

Siamo negli anni ’50: la guerra è lontana, le fabbriche producono a pieno ritmo, le merci girano; le auto e i camion sono in strada, sulle autostrade viene inaugurata la corsia di sorpasso. In questo contesto, l’Autogrill Bar Pavesi sulla Milano Torino si trasforma: apre un’area ristorante e il locale diventa la prima vera area di ristoro per gli automobilisti in Italia.

Nasce così il primo vero e proprio Autogrill, quello che servirà da modello per realizzare tutti gli altri. Tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’60 le aree di servizio autostradale si moltiplicano e i Motta-grill e gli autobar Alemagna affiancano gli Autogrill Pavesi, e nascono gli Autogrill a ponte: vere e proprie opere di design: tra il 1959 e il 1971 ne vennero costruiti oltre una dozzina.

Il primo risale al 1959, ed è collegato a Fiorenzuola d’Arda, tra Parma e Piacenza. Segue, nel 1961, la risposta di Motta, che inaugura il Motta-grill di Cantagallo, sull’Autostrada del Sole, tra Bologna e Firenze.

Con la motorizzazione di massa, nel 1970 lungo l’intera rete autostradale si contano oltre 200 stazioni di servizio. Ma, complice la crisi petrolifera, Motta, Pavesi e Alemagna, entrano in crisi.

A quel punto entra in gioco lo Stato: nel 1977, l’IRI, che aveva progressivamente rilevato Pavesi, Motta e Alemagna, ne fa un’unica entità: Autogrill S.p.A. Negli anni ’80 la ripartenza: il PIL risale, i consumi diventano di massa. Sulle autostrade si riversano ogni giorno 3 milioni di persone e Autogrill diversifica l’offerta, mette a punto una strategia multi-brand: sono gli anni di Ciao e di Spizzico, che arrivano anche nelle città. Oggi Autogrill è una società profondamente diversa di quella di un tempo: 24 ore su 24 sperimenta forme innovative di gastronomia, commercio, intrattenimento.

Privatizzazione autogrill

All’inizio degli anni ’90 il mercato della ristorazione autostradale è in crescita; nel frattempo, in Italia, si è ufficialmente aperta la grande stagione delle privatizzazioni: nel 1995 la famiglia Benetton diventa azionista di maggioranza, e, due anni dopo, in seguito alla quotazione in Borsa, il Gruppo riprende con maggior forza la strategia di internazionalizzazione intrapresa pochi anni prima: tra il 1997 e il 1998 entra in Belgio, Olanda, Austria e Germania.

Il passo decisivo è però datato 1999: Autogrill assume una una dimensione veramente globale, poiché segna l’acquisizione di HMSHost, leader indiscusso della ristorazione autostradale ed aeroportuale negli Stati Uniti.

Ecco che Autogrill diventa un attore della ristorazione presente in 4 continenti, ed è presente non solo in autostrada, ma in tutti i canali dei viaggio: dalle autostrade agli aeroporti, dalle stazioni ferroviarie ai musei del centro città.

Curiosità sugli autogrill

L’Autogrill è scenario della società che cambia, che evolve, che modifica i propri gusti. E sono parecchie le curiosità legate alla vita che si svolge in Autogrill: basti pensare che in quelli a ponte si andava a pranzo la domenica per guardare scorrere le auto sotto i finestroni.

Per gli italiani dell’epoca, la possibilità di scegliere tra tanti prodotti e gusti diversi, sperimentando le tradizioni locali con quelle di Oltreoceano, non è cosa da poco. Ma se questo è un aneddoto che racconta lo stile di vita di quegli anni, sono parecchie le curiosità legate ad Autogrill.

Come ad esempio la notizia di qualche mese fa, in cui si raccontava di una moglie dimenticata in Autogrill; oppure le numerose news che raccontano di valigette, piene di soldi, dimenticate nelle toilette dei punti di ristoro.

O le immagini che raccontano di vacanze trascorse in Autogrill. E, ancora, i Capodanno trascorsi in Autogrill.

Le principali informazioni da sapere

Oggi Autogrill gestisce un portafoglio marchi declinato per ogni Paese. Stiamo parlando di oltre 300 brand nazionali e internazionali, ossia il vero punti di forza della strategia di marketing dell’Azienda. Negli anni sono stati realizzati diversi concept, riproducibili in diversi contesti e concetti “su misura”.

Oggi, in 31 Paesi, si contano 1000 location, 4000 punti vendita, oltre 300 brand in licenza e in proprietà. Il portafoglio è di 34 miliardi di Euro, è stata delineata una politica stabile dei dividendi, bilanciata con una chiara strategia di investimenti, a testimonianza dell’impegno impegno nei confronti di tutti gli azionisti.

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