Carburatore: a cosa serve e modelli

Il carburatore è una parte meccanica e integrante del motore a combustione interna, composto da un condotto principale, che mette in comunicazione l’interno del gruppo termico – ossia il cilindro, la testata, il pistone e la camera di combustione – con l’esterno.

Progettato per la prima volta in Italia da Luigi De Cristoforis – siamo nel 1876 – nel tempo ha subito diverse modifiche.

Carburatore auto

Tra le tante modifiche apportate nel tempo ai carburatori, vale la pena ricordare quella introdotta da Claudio Fogolin nel 1916 e brevettata per Lancia. Oggi, per garantire il rapporto stechiometrico costante ai diversi regimi, i carburatori sono infatti costituiti, oltre che dal condotto principale, da altri condotti secondari e ulteriori ingressi carburante con diversi calibri.

L’introduzione dell’iniezione elettronica ha reso più efficiente il sistema: grazie all’ausilio di un software e di un hardware, sono stati sviluppati i carburatori a iniezione elettronica, che hanno i vantaggi del carburatore meccanico e dell’iniettore, e che a oggi rappresentano il miglior sistema di carburazione poiché garantiscono la miglior miscelazione della benzina con l’aria e la miglior dosatura.

Carburatore moto

Originariamente, il carburatore delle moto vincolava l’afflusso d’aria attraverso una valvola a saracinesca munita di uno spillo conico.

Tale spillo serviva a regolare il flusso della benzina. Nel tempo, questi carburatori si sono evoluti e oggi, sebbene la funzione di vincolare l’afflusso d’aria attraverso una valvola a saracinesca non sia mutata, e sebbene continuino a essere muniti di uno spillo conico per regolare l’afflusso di benzina ai medi carichi, prevedono che i vari circuiti siano alimentati da uno o più ugelli di precisione. Per il richiamo della benzina, invece, si ricorre al cosiddetto sistema di caduta, governato da un galleggiante.

Tal sistema fa riempire la vaschetta di benzina ricavata sotto il corpo della valvola gas.

Carburatore scooter

Anche la carburazione degli scooter ha subito un processo evolutivo, passando dalla classica a due tempi, a quella a quattro tempi. Per quanto riguarda la carburazione degli scooter, sono due gli obiettivi: l’adeguato rapporto aria/benzina e la costanza di tale rapporto al variare dell’apertura del gas e del regime di rotazione. Un’errata carburazione negli scooter è facilmente riconoscibile: la candela si sporca e dunque occorrerà far regolare il circuito del minimo.

Modelli carburatore

Oltre ai già descritti e più evoluti carburatori elettronici, esistono altri modelli di carburatore. Quelli a contatto sono tra i più ancestrali, nonché tra i più inefficienti: la carburazione avveniva solo per evaporazione e pertanto la regolazione risultava particolarmente complessa. Diverso il discorso per i carburatori catalitici, che miscelano il carburante con acqua e aria in prossimità di catalizzatori in nichel o platino riscaldati. Il compito del catalizzatore è quello di scindere il carburante in metano, alcoli, e in altri carburanti leggeri. Dopo il boom degli Anni ’30, sono stati accantonati perché richiedevano l’utilizzo di additivi, con conseguente aumento dei costi. Un ever green sono invece i carburatori meccanici, il cui pregio è di non richiedere strumentazioni particolari per la loro taratura, oltre a fornire elevate prestazioni. Inoltre sono poco costosi, poiché formati essenzialmente da un condotto di Venturi, da una vaschetta carburante dotata di apposito galleggiante, da vari condotti o circuiti e da una valvola a saracinesca. Proseguendo nella carrellata, non si possono dimenticare i carburatori a depressione che, muniti di due valvole – una a saracinesca e una a farfalla – mantengono una depressione nel condotto di Venturi il più costante possibile e migliorano la stabilità del rapporto stechiometrico.

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Scritto da Emanuela Stifano
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