Cinture di sicurezza auto: legge e obblighi

Soltanto 1 persona su 5 indossa le cinture di sicurezza sebbene la legge ne imponga l’obbligo in tutte le circostanze.

Le cinture di sicurezze sono un dispositivo posto all’interno del veicolo. La loro funzione è quella di trattenere il corpo in caso di urto, evitandone l’impatto con un’altra superficie.

Di fatto, sono tra i dispositivi più importanti per la sicurezza stradale. Anche i numeri lo confermano: è provato che in caso di incidente aumenta del 20% la probabilità di lesioni di chi è seduto davanti, se i passeggeri di dietro non indossano le cinture di sicurezza.

Per questo, le cinture di sicurezza in Italia sono obbligatorie (salvo rare eccezioni) anche per chi viaggia nei sedili posteriori.

Vediamo cosa dice la legge in merito e a cosa si va incontro se colti senza cinture di sicurezza.

Cosa dice la legge

Le cinture di sicurezza sono un mezzo fondamentale per l’incolumità dei passeggeri di un veicolo.

La legge ne prevede l’obbligo di utilizzo dal 1988 e, dal 2006 è stato esteso a tutte le categorie e tipi di veicoli, sedili posteriori compresi. In pratica a tutti quelli che sono alla guida di un veicolo destinato al trasporto di persone o merci.

Sono esentati dall’utilizzo delle cinture le forze dell’ordine nell’espletamento di una missione d’emergenza, le persone con patologie particolari, donne incinta, istruttori di scuola guida e i possessori di auto d’epoca (immatricolate prima del 1976)

Altre misure introdotte, rispettivamente nel 2006 e 2010, prevedono l’utilizzo obbligatorio di seggiolini per il trasporto di bambini e l’obbligo di cinture di sicurezza anche per chi guida microcar.

Multe

La multa per chi guida senza allacciare la cintura di sicurezza va dai 74 fino a 299 euro. Chi guida senza cinta rischia inoltre la decurtazione di cinque punti sulla patente (10 se è neopatentato).

Lo stesso trattamento è previsto se a bordo ci sono passeggeri minorenni senza cinta. In questo caso infatti l’automobilista è ritenuto responsabile della loro incolumità. Fa eccezione il caso in cui chi guida non è il genitore e quest’ultimo sia a bordo.

Inoltre, se la contravvenzione viene riscontrata per una seconda volta entro due anni, scatta anche la sospensione della patente fino a 2 mesi.

Se invece i passeggeri senza cintura di sicurezza sono maggiorenni, saranno responsabili ognuno per proprio conto. In questo caso però è prevista solo la sanzione pecuniaria e non la decurtazione dei punti sulla patente. A chiarire questa responsabilità personale è l’articolo 172 del Codice della Strada comma 10.

Un elemento da sottolineare è come il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, risulta essere un importante fattore di valutazione in caso di sinistro stradale. Infatti, viene preso in considerazione per accertare la responsabilità ed eventuali diminuzioni del risarcimento assicurativo previsto in seguito all’incidente.

Donne in gravidanza

Alcune donne in gravidanza, quando il pancione inizia ad avere dimensioni significative, pensano che sia meglio non usare le cinture di sicurezza per paura di danneggiare il feto. Capita anche che smettano addirittura di allacciarle. Niente di più sbagliato: la mortalità materna, in caso di grave incidente, passa dal 4% al 33% se la cintura non è allacciata.

La realtà è che la cintura di sicurezza va utilizzata anche in gravidanza e non rappresenta assolutamente un rischio o un problema per la mamma né per il bimbo. Anzi, affinché mamma e feto possano viaggiare in sicurezza, la cintura dev’essere allacciata.

Il Codice della strada prevede l’obbligo della cintura per le donne in stato di gravidanza. Tuttavia l’articolo 172 prevede che l’esonero dall’utilizzo della cintura sia ammissibile quando il ginecologo curante certifica delle “condizioni di rischio particolari”.

Non è quindi la gestante a decidere di sua volontà se assicurarsi o meno con le cinture, ma un dottore specialista che dovesse riscontrare delle determinate condizioni di rischio

Disabili

Con il decreto legislativo del 13 marzo 2006, n. 150, dal 14 aprile 2006, tutti hanno l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza. Anche per i disabili che viaggiano in carrozzella.

A specificare il provvedimento ci ha pensato il Ministero dei Trasporti che con la circolare 48, all’art.5 paragrafo b, dice che le carrozzelle devono essere provvisti di apposite cinture di sicurezza (doppia bretella). Ogni cintura poi, deve essere omologata riportando le apposite specifiche tecniche.

Ciò premesso, quando a causa della patologia si è nella condizione oggettiva di non poter ottemperare a questa norma è possibile ottenere l’esonero.

Procedura per ottenere l’esonero cinture di sicurezza:

  • E’ indispensabile effettuare la regolamentazione della domanda presso la Commisione Medica Legale, per sottoporsi a visita medica.
    Al momento della visita è bene essere muniti di certificato d’identità valido, di copia certificato d’invalidità e di certificato medico attestante il motivo per il quale si richiede l’esonero dell’uso delle cinture di sicurezza;
  • Il rilascio del documento è gratuito per coloro che sono in possesso di un’invalidità che va dal 66% al 100%;
  • Per i casi con invalidità sotto la soglia del 66%, presentare ricevuta dell’avvenuto versamento di euro 36,15.

Auto d’epoca

Gli automobilisti di auto d’epoca sono esenti da allacciarsi le cinture di sicurezza.

Proprio così: ad essere esonerate sono anche quelle auto prive degli appositi attacchi per le cinture nella carrozzeria fin dalla prima omologazione. Oppure sono esenti quelle auto d’epoca che sono state immatricolate prima del 1976.

Negli anni ’70 fu una legge comunitaria quella che impose l’obbligo di montare gli appositi attacchi anche alle vetture d’epoca, ma soltanto a quelle omologate dal 1978 in poi. Negli anni 2000, la legge è stata rettificata ed ha introdotto l’obbligo delle cinture di sicurezza anche per le auto immatricolate dal 1976.

L’unica categoria che rimane tuttora esente sono le vetture immatricolate prima del 1976.

Mentre è obbligatorio allacciare cinture di sicurezza anche per le vetture d’epoca se prevedono gli attacchi predisposti.

La scelta finale se apporre le dovute modifiche o meno alla propria vettura è a discrezione del buon senso dell’autista.

Cani

Viaggiare col cane in auto è possibile se si segue l’articolo 169 del Codice della Strada. Secondo la legge, se ci sono più animali a bordo serve la gabbia da trasporto o la rete divisoria autorizzata. Quindi niente soluzioni alternative e fai-da-te.

Se c’è un solo animale, in linea teorica si può viaggiare anche con il cane sui sedili posteriori o nel bagagliaio, assicurandosi che non disturbi la guida e non limiti la visuale del guidatore.

In generale occorre prestare particolare attenzione quando si trasportano animali in auto. In Italia sono previste multe salate che oscillano tra i 68, 50 fino ai 275,10. Alla multa si aggiunge anche il decurtamento di 1 punto dalla patente di guida.

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