Un venerdì di caos sulla viabilità ligura. L’A26 ha visto un oggetto misterioso finire in mezzo alla carreggiata, causando un incidente multiplo. Nel frattempo, una sentenza giudiziaria ha condannato un manutentore per un tragico incidente avvenuto anni fa.
La situazione è precipitata nel tardo pomeriggio del 17 luglio 2026, quando un oggetto non identificato è finito in mezzo all’autostrada A26, all’altezza dell’uscita di Ovada, in direzione Genova. L’impatto ha coinvolto tra le quattro e le cinque auto, fortunatamente senza causare feriti gravi. Tuttavia, i veicoli coinvolti hanno dovuto fermarsi per verificare i danni, creando una coda significativa con auto e camion bloccati.
Code e rallentamenti sulle autostrade liguri
Non solo l’A26 ha subito disagi. Anche l’A10 ha registrato code tra il bivio con l’A26 e Arenzano, così come tra Genova Aeroporto e il bivio con l’A7. Sull’A12, i rallentamenti si sono verificati tra Genova Est e il bivio con l’A7. La situazione più critica si è verificata sull’A7, dove una coda di 2 km si è formata tra Isola del Cantone e Ronco Scrivia, mentre un veicolo in avaria ha causato un ingorgo di 3 km tra Busalla e Isola del Cantone.
La tragedia dell’A26 e la condanna del manutentore
Un altro episodio drammatico ha coinvolto l’A26, ma questa volta con un esito tragico. La notte del 1° ottobre 2026, un’auto si è schiantata contro un branco di cinghiali che invadeva la carreggiata all’altezza di Carpignano Sesia. Nell’incidente hanno perso la vita Simonluca Agazzone, 39 anni, e Matteo Ravetto, 32 anni, entrambi calciatori dilettanti.
Le responsabilità della manutenzione
Il giudice di Novara ha condannato M.P., 44 anni, coordinatore della manutenzione del Centro esercizio di Arona di Autostrade per l’Italia, a due anni di reclusione con pena sospesa. La sentenza è arrivata al termine di un dibattimento complesso, supportato da una super perizia tecnica e da una perizia zoologica. Secondo l’accusa, la negligente manutenzione della recinzione autostradale ha permesso ai cinghiali di invadere la carreggiata, causando l’incidente fatale.
La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Andrea Corsaro, aveva chiesto l’assoluzione, sostenendo che gli animali potessero essere entrati dagli svincoli di Biandrate o Ghemme. Tuttavia, la perizia ha confermato l’elevata probabilità che i cinghiali siano penetrati attraverso una falla nella rete nei pressi del casello di Romagnano-Ghemme.
Le vittime: due passioni per il calcio
Simonluca Agazzone, ritiratosi nel 2018 dopo una stagione con lo Stresa, aveva un curriculum impressionante. Centrocampista, aveva giocato nelle giovanili del Milan tra il 1997 e il 2000, vincendo anche un Torneo di Viareggio nel ’99. La sua carriera professionistica includeva presenze con Spal, Monza, Spezia, Carrarese, Novara, Portosummaga, Sudtirol e Legnano. Dopo il ritiro, aveva intrapreso l’attività di famiglia a Borgogno (Novara), nel settore della rivendita di carni.
Matteo Ravetto, trequartista, deteneva un record nazionale: nel febbraio 2026 aveva realizzato il suo 24° rigore di fila, superando anche Mario Balotelli, fermatosi a 22. Nato a Gattinara, aveva giocato prevalentemente in Serie D con varie formazioni piemontesi, tra cui Biellese, Cossato, Colligiana, Casale, Borgosesia, Gattinara, Santhià, Chiavazzese e Arona. Proprio con quest’ultima squadra aveva stabilito il record di penalty segnati consecutivamente.
