Comportamenti al volante in Europa: risultati chiave del barometro sulla guida responsabile

Il 16° Barometro europeo della guida responsabile della Fondazione VINCI Autoroutes presenta dati su aggressività, distrazione, sonnolenza e uso di sostanze, evidenziando abitudini rischiose diffuse e differenze generazionali

La Fondazione VINCI Autoroutes, in collaborazione con Ipsos, ha pubblicato il sedicesimo rapporto europeo sulla guida responsabile, ottenuto intervistando 12.100 persone in 11 paesi. Questo sondaggio offre una fotografia ampia dei comportamenti al volante nel continente, utile per orientare iniziative di prevenzione e comunicazione sulla sicurezza stradale.

Percezione di sé e aggressività degli altri

La prima evidenza è la discrepanza tra l’autovalutazione e il giudizio sugli altri: il 97% degli automobilisti si descrive con almeno un aggettivo positivo, sentendosi in gran parte attento (73%) o gentile (24%). Tuttavia, quasi due terzi degli intervistati (64%) attribuiscono aggettivi negativi agli altri conducenti, segnalando che la percezione della guida altrui è spesso più severa della valutazione personale.

Comportamenti aggressivi che restano diffusi

Nonostante la fiducia nelle proprie abilità, molti ammettono azioni aggressive: il 49% ha dichiarato di insultare altri conducenti e il 45% suona il clacson in maniera inappropriata. Altri comportamenti a rischio includono il tailgating (28%), il sorpasso a destra in autostrada (33%) e il fermarsi per discutere scendendo dal veicolo (17%). In Italia i numeri risultano spesso superiori alla media europea: per esempio, insultare altri conducenti sale al 56%.

Conformità alle norme e compromessi quotidiani

Molti automobilisti praticano piccole violazioni considerate di scarsa importanza, ma potenzialmente pericolose. L’83% supera di qualche chilometro il limite di velocità e il 55% non rispetta le distanze di sicurezza. L’uso dell’indicatore di direzione non è sistematico per il 46% degli intervistati e il 50% marcia sulla corsia centrale dell’autostrada anche quando quella di destra è libera.

Cinture e coorti a rischio

Circa il 17% degli automobilisti dichiara di non allacciare sempre la cintura di sicurezza; questa pratica è più diffusa tra gli uomini sotto i 35 anni, dove raggiunge il 28%. Questi comportamenti mostrano come la percezione di rischio e la disciplina sulle regole varino per età e genere.

Distrazione: lo smartphone al centro del problema

La guida distratta è uno dei capitoli più critici: pur dichiarandosi attenti (73%), il 76% degli automobilisti usa il telefono o imposta il GPS mentre guida e il 42% effettua chiamate regolari al volante. Il 78% distoglie lo sguardo dalla strada per più di due secondi, una soglia che aumenta il rischio di incidenti.

Generazioni digitali più esposte

I giovani tra i 16 e i 24 anni presentano tassi ancora più elevati: l’88% usa lo smartphone o programma il GPS durante la guida, l’88% è coinvolto in varie funzioni del dispositivo e il 39% invia o legge messaggi. Anche l’uso del Bluetooth è diffuso (58%), ma non elimina la distrazione: parlare al telefono, anche con vivavoce, rimane fonte di rischio.

Sonnolenza, pause e veicoli elettrici

La stanchezza al volante è spesso sottovalutata: il 30% degli automobilisti guida pur sentendosi molto stanco. Tra questi, una parte significativa dichiara episodi di microsonno o di perdita di attenzione. Il tempo medio di guida prima di una sosta su un viaggio lungo è di circa 3 ore e 8 minuti, superiore alle due ore raccomandate dagli esperti del sonno.

Pause e ricariche come opportunità

Il 64% degli intervistati si ferma a fare un pisolino durante i lunghi viaggi, considerato il metodo più efficace per prevenire i colpi di sonno. Interessante osservare che il 72% dei conducenti di veicoli elettrici approfitta della sosta per riposare, più rispetto ai conducenti di auto a combustione (64%), grazie ai tempi necessari per la ricarica.

Alcool, droghe e rischio tra i giovani

La guida sotto l’effetto di sostanze rimane una causa rilevante di incidenti mortali: il 5% degli automobilisti ammette di guidare occasionalmente in stato di ebbrezza e il 7% mette la propria sicurezza a rischio assumendo farmaci che possono alterare l’attenzione. L’uso di cannabis o di droghe illecite al volante è riportato dal 2% degli intervistati, con percentuali più alte tra i giovani.

Percezione dei pericoli emergenti

Pratiche nuove, come l’uso di protossido d’azoto, sono percepite come molto pericolose: il 72% degli europei considera rischioso mettersi al volante dopo il suo consumo. Complessivamente, i comportamenti a rischio sono concentrati tra i 16 e i 24 anni, che mostrano tassi più alti di uso del telefono, mancato uso della cintura e consumo di sostanze.

Sicurezza di chi lavora su strade e autostrade

La tutela del personale in cantiere è una preoccupazione concreta: il 75% degli automobilisti non adotta sistematicamente le precauzioni necessarie (rallentare e allontanarsi), e il 53% non rallenta quando si avvicina a una zona di lavori. In Francia, nel 2026, sono stati urtati 143 furgoni di pronto intervento sulla rete autostradale a pedaggio; dall’inizio del 2026, sulla rete autostradale VINCI Autoroutes sono già stati urtati 16 furgoni.

Questi dati sottolineano come, nonostante alcuni miglioramenti statistici complessivi, permangano numerose abitudini pericolose che richiedono campagne mirate e un lavoro continuo di sensibilizzazione per ridurre vittime e incidenti sulle strade europee.

Scritto da Francesca Lombardi