In un contesto legale sempre più complesso, la società Cipriani Usa Inc. ha presentato una denuncia civile contro Il Fatto Quotidiano e la Rai, chiedendo un risarcimento di 250 milioni di dollari per presunti danni commerciali e reputazionali. La vicenda ruota attorno a una serie di articoli e servizi giornalistici che avrebbero danneggiato l’immagine del gruppo Cipriani, noto per la sua attività nel settore della ristorazione e dell’ospitalità di lusso.
La denuncia, depositata presso la Corte distrettuale di New York, è stata redatta dallo studio legale internazionale Reinhardt Savic Foley LLP. Secondo i legali di Cipriani, le pubblicazioni avrebbero contenuto accuse false e sensazionalistiche riguardanti i rapporti di Giuseppe Cipriani con Jeffrey Epstein, le cosiddette feste a sfondo sessuale organizzate nella residenza di Punta del Este in Uruguay, e le pratiche di adozione e cure mediche per il figlio adottivo della coppia Cipriani-Minetti.
Le accuse e le conseguenze commerciali
Nel documento di 43 pagine, i legali di Cipriani sostengono che le notizie pubblicate abbiano avuto un impatto immediato e grave sui conti del gruppo. La denuncia specifica che le accuse avrebbero provocato il ritardo nella chiusura di un’operazione commerciale da 50 milioni di dollaria causa delle perplessità di uno dei finanziatori. Inoltre, la società avrebbe dovuto sostenere costi straordinari per incaricare una società investigativa indipendente, al fine di indagare e confutare le accuse.
La denuncia non si limita alla richiesta di risarcimento per danni materiali, ma include anche richieste per danni specialipunitivi e ogni altro rimedio equo. I legali sostengono che le pubblicazioni abbiano interferito illecitamente con i rapporti commerciali futuri del gruppo Cipriani, causando una falsa rappresentazione dannosa e una denigrazione commerciale.
Il caso Epstein e le insinuazioni politiche
Uno dei punti centrali della denuncia riguarda le insinuazioni sui rapporti tra Giuseppe Cipriani e Jeffrey Epstein, il finanziere newyorkese al centro di un caso di pedofilia. Secondo i legali di Cipriani, le pubblicazioni avrebbero dipinto l’imprenditore italiano come un Epstein italianosuggerendo condotte criminali e immorali. La denuncia afferma che tali accuse avrebbero danneggiato non solo la reputazione personale di Cipriani, ma anche quella commerciale del gruppo.
Un altro aspetto rilevante riguarda le presunte insinuazioni su incontri tra il ministro della Giustizia italiano Carlo Nordio e Giuseppe Cipriani nella residenza di Punta del Este. La denuncia sostiene che tali affermazioni siano false e che Nordio non abbia mai incontrato Cipriani né visitato la residenza. I legali di Cipriani affermano che queste insinuazioni abbiano contribuito a una narrativa di corruzione, danneggiando ulteriormente la reputazione del gruppo.
Le feste a sfondo sessuale e le testimonianze
La denuncia affronta anche le accuse relative alle cosiddette feste a sfondo sessuale e di droga organizzate nella residenza di Punta del Este. Secondo i legali di Cipriani, queste insinuazioni sarebbero false e prive di fondamento. La residenza, conosciuta come Gin Tonic, sarebbe una semplice abitazione, non un ranch come quello di Epstein nel New Mexico.
La denuncia cita anche la testimonianza di Graciela Torres, un’ex massaggiatrice che avrebbe lavorato per Cipriani. Secondo i legali, Torres avrebbe falsamente descritto la durata del suo impiego e non avrebbe menzionato alcuna condotta illecita durante il suo lavoro. Inoltre, Torres avrebbe firmato una dichiarazione giurata nel maggio 2026, confermando che Nicole Minetti non ha mai reclutato ragazze né favorito la prostituzione.
La vicenda legale è ancora in corso, e le parti coinvolte stanno valutando ulteriori azioni legali. Nel frattempo, il gruppo Cipriani continua a difendere la propria reputazione e a cercare un risarcimento per i danni subiti.
