Mazda sta rivedendo radicalmente la sua strategia di elettrificazione. Il gruppo giapponese, con sede a Hiroshima, ha annunciato che la sua prima auto elettrica sviluppata su una piattaforma dedicata arriverà non prima del 2029, due anni più tardi rispetto ai piani iniziali. Questa decisione riflette un cambiamento significativo nella visione del mercato globale e nelle priorità aziendali.
Il CEO Masahiro Moro ha spiegato che la revisione strategica è dovuta all’evoluzione del mercato, alle normative meno stringenti in alcuni Paesi e al rallentamento della domanda di auto elettriche, soprattutto negli Stati Uniti. Nonostante questo cambiamento di rotta, Mazda ha evitato svalutazioni miliardarie e costosi dietrofront industriali che hanno colpito altri grandi gruppi automobilistici.
Nuovi modelli ibridi e riduzione degli investimenti
Mazda ha confermato l’arrivo di tre nuovi modelli ibridi tra il e il 2030, oltre alla futura generazione della CX-5 con tecnologia full hybrid prevista già dal prossimo anno. A differenza della CX-50 venduta negli Stati Uniti, che utilizza un sistema ibrido fornito da Toyota, i prossimi modelli adotteranno una soluzione sviluppata internamente insieme al nuovo motore quattro cilindri Skyactiv-Z.
Il gruppo giapponese ha inoltre rivisto il piano di investimenti per l’elettrificazione: dai precedenti 2.000 miliardi di yen (circa 12,5 miliardi di euro) si passerà a 1.200 miliardi di yen (circa 7,5 miliardi di euro). La riduzione più importante riguarda il numero di batterie che Mazda ritiene necessario produrre nei prossimi anni.
L’importanza dello Skyactiv-Z
Masahiro Moro ha spiegato che parte delle risorse inizialmente destinate alle elettriche verranno riportate sui motori termici e sulle ibride, considerate oggi più adatte all’andamento del mercato. “Quando viene abbinato allo Skyactiv-Z il nostro sistema ibrido sviluppato internamente crea una combinazione eccellente con un motore capace di offrire prestazioni ed efficienza eccezionali”, ha spiegato il manager.
La Cina al centro della strategia elettrica
Per continuare a presidiare il mercato delle EV, Mazda farà maggiore affidamento sui modelli sviluppati insieme al partner cinese Changan Automobile uno dei principali costruttori automobilistici della Cina. Le vetture elettriche prodotte nel Paese asiatico verranno esportate in Europa, Australia e Sud-est asiatico come parte della strategia “lean-asset”, cioè basata su investimenti più contenuti e maggiore flessibilità industriale.
Tra i modelli destinati ai mercati internazionali ci sono già la berlina EZ-6 e il SUV EZ-60 entrambi prodotti in Cina. Parallelamente, Mazda continua a lavorare al proprio impianto per batterie vicino a Iwakuni, in Giappone, considerato ancora strategico per il futuro della società.
Obiettivi di vendita ridotti
La revisione dei piani coinvolge anche gli obiettivi di vendita: entro il 2030 le elettriche dovrebbero rappresentare circa il 15% delle consegne globali del marchio, una quota molto più bassa rispetto al precedente target compreso tra il 25% e il 40%. Mazda prevede di arrivare a una capacità produttiva compresa tra 200.000 e 250.000 EV all’anno.
La nuova CX-5 per rilanciare i risultati
Nel frattempo, l’azienda punta sulla nuova CX-5 per rilanciare risultati economici e volumi di vendita dopo un anno fiscale difficile. Nell’esercizio concluso il 31, l’utile operativo è sceso del 72%, mentre le vendite globali sono diminuite del 6% a 1,22 milioni di veicoli. Per l’anno fiscale in corso, Mazda prevede però una forte ripresa, sostenuta dal debutto della nuova generazione del SUV e da una crescita attesa delle consegne mondiali fino a 1,32 milioni di unità.
