Immagina di partire per un viaggio senza una meta precisa, con un’auto che ha più di vent’anni e un bagagliaio pieno di pezzi di ricambio. Questo è ciò che hanno fatto Yanez Fadda e Giulio Bottega, due amici milanesi che hanno deciso di partecipare al Mongol Rally con una Fiat Panda del 1997.
Il loro viaggio è iniziato il 10 luglio da Milano, con destinazione Öskemen, in Kazakistan. Un percorso di circa 16mila chilometri attraverso l’Europa e l’Asia, senza un tracciato obbligatorio e con una sola regola: l’auto deve avere almeno 10 anni e un motore di massimo 1300 cc.
Un viaggio pieno di imprevisti e avventure
“Sai quando parti, ma non sai né dove né quando arrivi”, ha spiegato uno dei due protagonisti. La loro Panda verde acqua, customizzata per non passare inosservata, ha affrontato temperature estreme, strade impervie e imprevisti di ogni genere.
Uno dei momenti più difficili è stato affrontare la Pamir Highway la seconda strada più alta del mondo. “È stato veramente pesante”, hanno confessato i due amici. “Abbiamo dormito a 3.900 metri e ci siamo svegliati con un forte mal di testa, ma i paesaggi che abbiamo visto hanno ripagato tutta la fatica.”
La solidarietà tra i partecipanti
Il Mongol Rally non è solo una sfida contro la natura e la meccanica, ma anche un’occasione per conoscere persone straordinarie. “Alcuni team non sono arrivati neanche alla partenza perché hanno spaccato la macchina prima”, hanno raccontato i due amici. “C’è uno che si iscrive da tre anni e non riesce mai a partire.”
La solidarietà tra i partecipanti è stata una costante del viaggio. “Abbiamo dovuto fare l’autostop dopo che la Panda si è fermata”, hanno raccontato. “Abbiamo recuperato un passaggio su una bisarca da due camionisti uzbechi, incapaci di capire una parola di italiano.”
La resistenza della Panda
La Fiat Panda del 1997 si è dimostrata una compagna di viaggio resistente. “La Panda è di ferro”, hanno spiegato i due amici. “Nella regione del Mangistau abbiamo raggiunto i 45 gradi nell’abitacolo, ma la vettura torinese ha comunque fatto la differenza rispetto ai competitor.”
“Se qualcosa si rompe, lo ripariamo”, è stato il loro motto durante tutto il viaggio. Una filosofia che ha permesso loro di affrontare ogni difficoltà con determinazione e spirito di adattamento.
Il loro viaggio è stato documentato sul profilo Instagram pdm_inc.4×4 dove hanno condiviso le loro avventure e le emozioni vissute lungo il percorso.
