Nuovo Codice della strada: Pec necessaria per auto e moto

Dal 2026, avere una Pec sarà indispensabile per gestire le pratiche relative ai veicoli. Scopri tutte le novità e come adeguarti.

Dal 2026, la gestione dei veicoli in Italia subirà una rivoluzione digitale. Il nuovo Codice della strada, attualmente in fase di consultazione pubblica, introduce l’obbligo di avere un domicilio digitale per tutti i proprietari di auto e moto. Questo significa che sarà necessario registrare un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) nell’Inad l’Indice nazionale dei domicili digitali.

Questa novità, che entrerà in vigore dopo il 13, è in linea con la spinta verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Ma cosa comporta concretamente per gli automobilisti?

L’obbligo di Pec per le auto nuove

Per chi acquista un veicolo nuovo, l’obbligo di avere una Pec sarà immediato. Senza un indirizzo Pec valido, non sarà possibile ottenere la carta di circolazione e la targa. Questo significa che la Pec diventerà un documento indispensabile al momento dell’acquisto, insieme alla carta d’identità e al codice fiscale.

La Pec dovrà essere registrata nell’Inad e resterà attiva per tutta la durata della proprietà del veicolo. Questo implica che i proprietari dovranno assicurarsi di mantenere la Pec attiva, rinnovandola annualmente. Il costo di rinnovo varia tra i 5 e i 15 euro a seconda del gestore.

Le pratiche che richiedono la Pec

Per i veicoli già in circolazione, l’obbligo di Pec scatta solo in occasione di specifiche pratiche amministrative. Tra queste:

  • Revisione periodica obbligatoria ogni due anni dopo i primi quattro anni dall’immatricolazione.
  • Aggiornamento della carta di circolazione necessario in caso di modifiche alle caratteristiche del veicolo.
  • Trasferimento della proprietà sia il venditore che l’acquirente dovranno avere una Pec attiva.
  • Nazionalizzazione per i veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati da residenti in Italia.
  • Reimmatricolazione in caso di furto o smarrimento della targa.

Queste pratiche non potranno essere completate senza una Pec valida, rendendo indispensabile l’attivazione di un indirizzo certificato.

Le criticità e le sfide

L’introduzione dell’obbligo di Pec per i veicoli solleva alcune criticità. Ad esempio, il costo annuale di rinnovo potrebbe rappresentare un ostacolo per alcuni proprietari. Inoltre, la necessità di avere una Pec attiva per il trasferimento di proprietà potrebbe complicare le compravendite, soprattutto se una delle parti non è in regola.

Un’altra sfida riguarda il divario digitale. Persone anziane o residenti in zone con scarsa connettività potrebbero avere difficoltà ad attivare e mantenere una Pec. Il testo in consultazione non prevede forme di assistenza specifiche per queste categorie, lasciando aperte alcune questioni pratiche.

Le associazioni di categoria hanno tempo fino al 13 settembre per segnalare queste criticità al Ministero dei Trasporti. È in questa fase che le criticità pratiche possono ancora incidere sulla versione definitiva della norma.

Scritto da Ilaria Mauri