In Italia la disponibilità di personale qualificato per il trasporto su strada è diventata un tema strategico. Il 26 maggio 2026, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, è stata presentata una piattaforma interassociativa promossa da ANITA, ANAV, UNASCA e CONFARCA che intende mettere in rete le imprese, le autoscuole e i candidati interessati alla professione di conducente.
La nuova iniziativa digitale, battezzata ANITA/ANAV&Jobs, nasce per favorire il recruiting specializzato, accompagnare i percorsi formativi e rendere più attrattivo il mestiere del conducente. All’evento hanno partecipato rappresentanti delle associazioni, il presidente della Commissione Trasporti On. Salvatore Deidda e il direttore generale della Motorizzazione Gaetano Servedio, a sottolineare la dimensione istituzionale del progetto.
Dimensione del problema
Le rilevazioni condivise dalle associazioni evidenziano una carenza strutturale di circa 30.000 conducenti in Italia: 20.000 nel settore del trasporto merci e 10.000 nel trasporto passeggeri. Questo deficit ha radici demografiche e culturali: l’età media degli autisti di merci è intorno ai 47 anni con solo il 5% under 25, mentre per gli autisti di autobus l’età media sale a 50 anni con appena il 3% di giovani. Una platea sempre più anziana rischia di influire sulla continuità dei servizi, sui costi operativi e sulla competitività delle filiere logistiche.
Impatto su economia e mobilità
La mancanza di conducenti si traduce in effetti tangibili: possibile interruzione delle forniture, peggioramento del servizio di trasporto pubblico locale, e difficoltà per il turismo e le imprese. Come ricordato da Riccardo Morelli, presidente di ANITA, la presenza di personale qualificato è un fattore abilitante per la competitività delle aziende di autotrasporto e per la continuità delle filiere produttive.
La piattaforma e le sue funzioni
ANITA/ANAV&Jobs si propone come punto di incontro digitale tra domanda e offerta: le imprese associate possono pubblicare offerte mirate e attivare processi di selezione dedicati, mentre i candidati ottengono accesso diretto a opportunità reali, percorsi di crescita e programmi di aggiornamento professionale. Lo strumento è riservato alle aziende aderenti alle associazioni promotrici, con l’obiettivo di creare un network qualificato e controllato.
Strumenti per attrarre nuova forza lavoro
La piattaforma non è solo un portale di annunci: integra attività di orientamento e promozione della professione, valorizzazione delle carriere e collegamento con le autoscuole territoriali. L’approccio mira a ridurre l’attrito tra formazione e impresa e a proporre percorsi più chiari per chi intende conseguire la CQC o altre abilitazioni professionali.
Formazione, norme e prospettive
Le associazioni hanno sottolineato la necessità di accompagnare la proposta digitale con interventi normativi e strumenti economici. Tra le richieste principali figurano la possibilità di formazione a distanza, la possibilità di svolgere le prove teoriche anche in lingua inglese, e l’autorizzazione alla guida temporanea per chi è in fase di formazione. Inoltre viene rilanciata l’ipotesi di rifinanziare il Bonus patente giovani, che copre fino all’80% delle spese per la Carta di qualificazione del conducente fino a 2.500 euro per beneficiario.
I rappresentanti delle autoscuole, in particolare UNASCA e CONFARCA, hanno ribadito che le scuole guida costituiscono il primo presidio territoriale per l’accesso alla professione. Per Andrea Vannucchi, presidente di UNASCA, la formazione è un investimento imprescindibile per aggiornare competenze legate a elettrificazione, digitalizzazione e nuovi sistemi di sicurezza installati sui veicoli moderni.
Nicola Biscotti, presidente di ANAV, ha rimarcato come la carenza di conducenti rappresenti una priorità strategica per la mobilità e la logistica. L’iniziativa presentata il 26 maggio 2026 ambisce a costruire un modello condiviso che ponga al centro la qualificazione professionale, il raccordo tra formazione e impresa e la valorizzazione del lavoro di conducente.
Prossimi passi e aspettative
La piattaforma sarà messa in funzione nelle prossime settimane e le associazioni prevedono di sviluppare ulteriori approfondimenti con il coinvolgimento delle istituzioni e degli operatori. Tra gli obiettivi a medio termine ci sono la semplificazione dei percorsi di accesso alla professione, l’aggiornamento dei programmi formativi e la promozione di una cultura della sicurezza e della responsabilità. In questo scenario il sistema spera di invertire la tendenza demografica e attrarre giovani e nuove professionalità nel settore.
In sintesi, la risposta all’emergenza di personale passa per un mix di strumenti digitali, politiche formative e interventi normativi. La sfida è alta, ma la piattaforma presentata il 26 maggio 2026 rappresenta un primo passo strutturato per evitare che la carenza di conducenti comprometta servizi essenziali e la competitività del Paese.
