Negli ultimi cinque anni le auto ibride plug-in hanno subito una trasformazione radicale: batterie più capienti, motori elettrici più efficienti e una concorrenza cinese sempre più agguerrita hanno spinto le autonomie elettriche a livelli che pochi avrebbero immaginato.
Autonomie elettriche record delle ibride plug-in in Europa e Cina
In Europa, modelli come la Lotus Eletre X con una batteria da 70 kWh toccano i 350 km di autonomia secondo il ciclo WLTP, mentre la Volvo XC60 T6 Long Range supera i 200 km. La classifica dei trenta veicoli più longevi include anche la Voyah Free REV 318 (318 km) e la Xpeng L03 Power X (215 km). Il prezzo varia notevolmente: la Lotus parte da 99 990 €, la Voyah da 60 900 € e la Xpeng da appena 38 970 €.
Top performer cinesi con range extender
Il mercato cinese ha spinto ancora oltre le soglie: la Skynomad N70 Max, equipaggiata con un “range extender” (EREV), dichiara 505 km di autonomia elettrica (batteria 76 kWh) a un prezzo di 31 200 €. Altri esempi sono la Leapmotor D19 (500 km) e la Xpeng X9 EREV (452 km). Queste cifre, calcolate con il ciclo CLTC cinese, evidenziano come le strategie di range extender consentano di superare i 400 km senza sacrificare la capacità di ricarica rapida.
Il primo pick-up diesel ibrido plug-in: Chery Stockman
Il costruttore cinese Chery ha lanciato il Stockman il primo pick-up diesel ibrido plug-in al mondo, pensato per il mercato australiano. Dotato di un motore turbodiesel 2,5 l abbinato a un motore elettrico da 34 kWh, il veicolo dichiara consumi di 2 l/100 km in modalità ibrida, ma solo quando la batteria è completamente carica. In autonomia elettrica raggiunge circa 85 km (WLTP), mentre la capacità di traino è di 3 500 kg grazie a un vero sistema a trazione integrale con tre differenziali bloccabili.
Dotazioni e funzioni aggiuntive
Tra gli extra troviamo sedili anteriori riscaldati e ventilati, rivestimento in pelle, climatizzatore bizona, impianto audio premium, due schermi da infotainment, un ampio head-up display e la funzione vehicle-to-load (V2L) che permette di alimentare dispositivi esterni direttamente dalla batteria del veicolo.
Il boom delle ibride in Europa: dati, incentivi e prospettive
Secondo l’ACEA, entro giugno 2026 le auto elettriche a batteria rappresentavano il 20,7 % del mercato UE, mentre le auto ibride-elettriche hanno conquistato il 37,3 % diventando la scelta più popolare. Le vendite di veicoli a benzina e diesel sono scese dal 37,8 % al 29,7 % nello stesso periodo. Volkswagen detiene la quota più alta (circa 26 %) nel segmento elettrico, seguito da Stellantis, BMW, Hyundai-Kia e BYD.
Il successo delle ibride è trainato da due fattori principali: la crescente rete di colonnine di ricarica, che riduce l’ansia da autonomia, e l’ incremento dei prezzi del carburante a seguito di tensioni geopolitiche. Le politiche dell’Unione Europea, con l’obiettivo di vietare le auto a combustione entro il 2035, hanno inoltre stimolato sia i produttori sia i consumatori a preferire soluzioni elettrificate.
In Australia, il Chery Stockman dovrà confrontarsi con i marchi tradizionali (Toyota Hilux, Ford Ranger, Mitsubishi Triton) e con il BYD Shark 6, un pick-up ibrido plug-in a benzina. Il prezzo, l’affidabilità del sistema diesel-elettrico e la disponibilità di assistenza saranno gli elementi decisivi per la sua adozione.
