Le flotte aziendali italiane sono in piena trasformazione, spinte dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale e dall’innovazione tecnologica. La transizione verso veicoli elettrici e ibridi plug-in è in corso, ma l’utilizzo strategico dei dati generati dai veicoli connessi è ancora limitato. Questo è quanto emerge dalla ricerca presentata durante l’evento Drive the Change: Fleet & Mobility Managementorganizzato da LabSumo e dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milanocon il patrocinio di AniasaBest Mobility e UNRAE.
L’avanzata dell’elettrico nelle flotte aziendali
L’indagine, realizzata insieme a Best Mobilityha coinvolto 101 responsabili di flotte aziendali per un totale di oltre 68.000 veicoli analizzati. I dati raccolti rivelano che l’89% delle aziende dispone già di almeno un veicolo elettrico o ibrido plug-in, e il 73% prevede di incrementarne ulteriormente la presenza entro i prossimi dodici mesi. Nonostante ciò, i modelli con motore benzina o diesel rappresentano ancora il 64% del parco circolante aziendale.
Tra i fattori che stanno sostenendo questo cambiamento, figurano le Nuove regole sui fringe benefit, indicate dal 70% degli intervistati, insieme agli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale e alla volontà di migliorare l’immagine aziendale. Tuttavia, restano numerose criticità, tra cui la distribuzione disomogenea delle infrastrutture di ricarica sul territorio nazionale, l’autonomia delle batterie ritenuta insufficiente per alcune attività e l’aumento dei costi energetici.
Connettività e intelligenza artificiale: il ritardo da colmare
Se l’elettrificazione procede spedita, la gestione digitale delle flotte mostra ancora margini di crescita significativi. Soltanto il 27% delle aziende utilizza infatti i dati raccolti dai veicoli connessi attraverso sistemi telematici avanzati, mentre appena il 30% riesce a trasformare queste informazioni in strumenti concreti per supportare le decisioni operative e strategiche. Le tecnologie più diffuse restano i sistemi di assistenza alla guida ADAS, le piattaforme di infotainment e i servizi di diagnostica e manutenzione da remoto.
L’intelligenza artificiale sta comunque iniziando a trovare spazio nel settore. Un’azienda su cinque ha già adottato o sta valutando soluzioni basate sull’AI, mentre un ulteriore 30% prevede investimenti entro due anni. Le applicazioni riguardano soprattutto l’analisi delle prestazioni operative, il monitoraggio dei consumi energetici e la manutenzione predittiva.
Le testimonianze dei protagonisti
Come ha spiegato il presidente di Best MobilityFederico Antonio Di Paola“il settore della gestione delle flotte aziendali sta vivendo una fase di profonda trasformazione, alimentata dai dati generati dai veicoli connessi, dalla crescente digitalizzazione e dalla transizione verso le motorizzazioni elettriche e ibride”. Una trasformazione che, secondo Giulio Salvadoridirettore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milanoporterà il Fleet Management oltre il semplice rinnovo dei veicoli, verso un ecosistema in cui connettività e intelligenza artificiale avranno un ruolo centrale nella creazione di valore per le imprese.
La transizione verso la mobilità sostenibile e connessa è un processo complesso che richiede non solo l’adozione di nuovi veicoli, ma anche la creazione di infrastrutture adeguate e la formazione dei dipendenti. Le aziende italiane stanno facendo passi avanti significativi, ma c’è ancora molto da fare per colmare il divario tra le potenzialità offerte dalla tecnologia e la loro effettiva utilizzazione.
