Come varia il bollo per le auto elettriche nel 2027 tra le regioni italiane

Il bollo auto del 2027 esenta le motorizzazioni leggere e amplia le agevolazioni per le elettriche, ma le regole cambiano da regione a regione.

Il governo ha annunciato che, a partire dal 2027, le autovetture a benzina, diesel o ibride con potenza inferiore a 80 kW saranno esentate dal pagamento del bollo auto. L’operazione riguarda esclusivamente i veicoli a motore termico: le auto elettriche già escluse dal tributo nella maggior parte delle regioni, vedono modificarsi le condizioni di esenzione, che variano notevolmente da una zona all’altra del Paese.

Regola nazionale di base per le auto elettriche

Il riferimento di partenza è l’articolo 20 del D.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39 che prevede un’esenzione di cinque anni dalla prima immatricolazione per tutti i veicoli alimentati esclusivamente con energia elettrica. Dal sesto anno, la tassa non torna al valore pieno: le autovetture pagano un quarto dell’importo previsto per il corrispondente veicolo a benzina, calcolato sui kilowatt di potenza. Questa disposizione è valida su tutto il territorio nazionale e costituisce il minimo garantito.

Eccezioni al minimo nazionale

Alcune regioni hanno introdotto deroghe più favorevoli. In Piemonte e Lombardia l’esenzione è permanente le auto elettriche non pagano più il bollo per tutta la vita del veicolo, senza limiti di tempo o di potenza. Anche le province autonome di Bolzano e Trento hanno adottato lo stesso beneficio, applicando la regola a tutti i veicoli elettrici, nuovi o usati.

Le altre regioni: 5 o 8 anni di esenzione e poi il 25 %

Le regioni che non hanno previsto l’esenzione a vita mantengono il quadro nazionale, ma alcune hanno prolungato il periodo di esenzione. In Valle d’Aosta l’esenzione dura otto anni (cinque più tre anni aggiuntivi); dal nono anno si paga il quarto dell’importo. Campania ha introdotto un regime di otto anni di esenzione, ma solo per veicoli con potenza inferiore a 100 kW e a condizione che siano nuovi di fabbrica e soggetti a rottamazione contestuale di un’automobile più inquinante.

Le restanti regioni – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto – applicano l’esenzione di cinque anni e, dal sesto, la riduzione al 25 % del valore previsto per un veicolo a benzina. Alcune di esse hanno apportato modifiche marginali per il 2026: l’Emilia-Romagna ha aumentato le tariffe del 10 % per tutti i veicoli, inclusi gli elettrici, mentre il Lazio ha introdotto una riduzione del 10 % per chi opta per la domiciliazione bancaria.

Regole particolari di alcune regioni

In Sicilia il 2026 è stata introdotta un’esenzione di cinque anni anche per ibridi plug-in, veicoli a idrogeno e a LNG, ma le sole elettriche pure rimangono soggette al quadro nazionale. Marche riserva l’esenzione prolungata ai nuovi ibridi con potenza inferiore a 66 kW, non alle elettriche. In Molise e Calabria non sono state rilevate deroghe regionali, perciò si applica la normativa nazionale senza varianti.

Tre sottigliezze spesso trascurate

Primo punto cruciale: la tassa si paga alla regione di residenza del proprietario, non a quella in cui il veicolo è stato immatricolato. Un trasferimento di domicilio può comportare la perdita o il guadagno di agevolazioni. Secondo, i cinque anni di esenzione sono calcolati dalla prima immatricolazione non dall’acquisto dell’usato: chi acquista un’elettrica con tre anni di età ha solo due anni di esenzione residua. Terzo, le agevolazioni regionali sono rinnovabili annualmente attraverso le leggi di bilancio; quindi le misure attuali possono variare in futuro, come dimostrano i recenti cambiamenti in Emilia-Romagna e Lazio.

La conoscenza della propria residenza e dell’età reale del veicolo è fondamentale per valutare correttamente il costo di proprietà.

Scritto da Ilaria Mauri