Covid e automotive: cosa prevedono le nuove restrizioni

Come la pandemia da Covid-19 ha influenzato il mondo dell'automotive? Restrizioni e normative.

Con l’aggravarsi della situazione sanitaria a causa della diffusione del coronavirus COVID-19, ad inizio novembre il Governo ha varato una nuova serie di misure, volte al contenimento del contagio. Anziché ricorrere nuovamente al ‘lockdown’, come accaduto tra marzo e maggio, sono stati adottati provvedimenti diversificati su base regionale, a seconda della gravità della situazione (a sua volta determinata da una serie di parametri prestabiliti di concerto con il CTS). Con il DPCM del 3 novembre 2020, le regioni d’Italia sono state divise in tre ‘zone’: rossa, arancio e gialla. Ciò ha comportato una diversificazione delle restrizioni, soprattutto per quanto riguarda la mobilità, i contatti sociali e l’attività degli esercizi commerciali.

Le tre zone identificano un diverso livello di ‘allerta’, sulla base dei parametri individuati per far funzionare il meccanismo di inserimento di una regione in una zona o nell’altra. Poiché quest’ultimo prevede la possibilità, in base all’evoluzione della situazione epidemiologica, che una regione ‘cambi colore’, è comprensibile come vi sia ancora un po’ di confusione, soprattutto circa cosa sia lecito fare e cosa no. Vediamo di seguito quali sono i provvedimenti che riguardano il settore auto e moto alla luce dei più recenti provvedimenti.

Cosa prevede il nuovo decreto per il settore automotive

Il settore delle automotive è stato uno dei più colpiti dalla crisi generata dalla pandemia; come si legge nell’ultimo rapporto stilato dalla UNRAE, “Torna di nuovo in negativo il mercato dell’auto in Europa nel mese di ottobre, dopo il timido segnale di ripresa registrato a settembre, che rimane finora l’unico mese con segno positivo di tutto il 2020”. Anche ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) registra un nuovo calo dopo i timidi segnali di ripresa emersi durante l’estate, il periodo in cui le misure di contenimento del contagio erano state sensibilmente allentate: “nel mese di ottobre i veicoli immatricolati (cilindrata superiore a 50cc) raggiungono quota 15.748 unità, facendo segnare una flessione del 13,92% rispetto allo stesso mese del 2019. A trascinare verso il basso il mercato sono gli scooter che, con 9.260 veicoli venduti, registrano un calo del 22,29%. Positivo l’andamento degli altri settori: le moto, con 6.488 veicoli, evidenziano una crescita del 1,72%; prosegue anche lo stato di salute dei ciclomotori, che fanno registrare 1.806 veicoli, pari ad un aumento dei volumi del 17,04%. Nel complesso il totale mercato (immatricolato + ciclomotori), cala a ottobre del 11,51%, per un totale di 17.554 veicoli commercializzati”.

Ad ogni modo, forse anche per non penalizzare ulteriormente il settore e la relativa filiera, il Governo non ha imposto restrizioni particolari; come si legge nell’allegato 23 del DPCM del 3 novembre, tra le attività al dettaglio consentite vi è il “Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori”. In altre parole, concessionari e rivenditori di pezzi di ricambio e accessori – per auto e moto – restano aperti. Naturalmente, vista la situazione, nel caso in cui si vogliano limitare il più possibile gli spostamenti e le opportunità di contatto fisico con estranei, è possibile optare per una valida alternativa, quella rappresentata dalla shopping online. Numerosi rivenditori specializzati nella vendita di accessori moto, come ad esempio Omnia Racing, sono presenti online con i propri cataloghi, consentendo agli appassionati e non solo di visionare ed eventualmente acquistare ciò di cui hanno bisogno comodamente da casa, con tutti i vantaggi connessi allo shopping a distanza. Non a caso, già durante il lockdown di marzo, molti settori avevano fatto registrare una crescita considerevole delle vendite online; a diversi mesi di distanza, anche se le possibilità di spostamento sono maggiori, il web offre un’alternativa valida e sicura per i propri acquisti.

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