Dal 29 luglio 2026, le imprese di trasporto possono finalmente accedere agli incentivi Ecobonus per l’acquisto di veicoli commerciali a basse emissioni. Una misura attesa da tempo, che risponde alle richieste delle associazioni di categoria come AnfiaMotus-e e Unrae per evitare l’effetto annuncio che blocca il mercato.
La piattaforma Ecobonus, gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy è ora operativa. Con un budget di 180 milioni di euro per il triennio, di cui 40 milioni disponibili già per il 2026, la misura punta a sostenere l’elettrificazione del parco veicolare commerciale. Ma non solo: sono previsti anche contributi per il retrofit a GPL e metano.
Veicoli ammessi e categorie di incentivi
Gli incentivi sono destinati a veicoli commerciali appartenenti alle categorie N1 e N2. La categoria N1 include veicoli per il trasporto di merci fino a 3,5 tonnellate di massa massima, come furgoni, piccoli autocarri e pick-up. La categoria N2 riguarda veicoli con una massa massima compresa tra 3,5 e 12 tonnellate come autocarri medi e camion per la distribuzione regionale.
Un aspetto significativo è la riserva del 40% dei fondi per veicoli a batteria, un segnale importante verso la mobilità sostenibile. Tuttavia, non mancano critiche per la mancanza di incentivi per il retrofit da termico ad elettrico, che rimane a zero euro.
Contributi per il retrofit a GPL e metano
Oltre agli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni, sono disponibili contributi per il retrofit a GPL e metano. Questi contributi sono destinati all’acquisto e all’installazione di impianti di alimentazione su autoveicoli di categoria M1 con classe ambientale non inferiore a Euro 3. Per il 2026, sono stati stanziati 4 milioni di euro per questa misura.
Chi può accedere agli incentivi
Le agevolazioni sono rivolte alle piccole e medie imprese che esercitano attività di trasporto di merci in conto proprio o in conto terzi. Inoltre, possono beneficiare degli incentivi anche le società di noleggio che acquistano veicoli commerciali per concederli in locazione a PMI del settore, con contratti di durata non inferiore a tre anni.
Per quanto riguarda il retrofit a GPL e metano, possono accedere ai contributi sia persone fisiche che soggetti giuridici che installano nuovi impianti di alimentazione su autoveicoli M1 omologati con classe ambientale almeno Euro 3.
La scadenza per la partecipazione è fissata al 31 ma chi rimane fuori quest’anno potrà partecipare alle successive annualità. Una misura che, nonostante le critiche, rappresenta un passo avanti verso la sostenibilità nel settore dei trasporti.
