L’aumento dei prezzi dei carburanti continua a preoccupare gli italiani. Nonostante il taglio delle accise entrato in vigore all’inizio della settimana, il costo del gasolio e della benzina non accenna a diminuire. Il governo ha stanziato ulteriori risorse per mantenere lo sconto fiscale, ma i risultati sembrano essere inferiori alle attese.
La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno e in Friuli Venezia Giulia, dove i prezzi hanno superato soglie record. Le differenze territoriali sono evidenti, con le Marche che offrono i prezzi più bassi e il Piemonte leggermente sotto la media nazionale. La rete autostradale, invece, registra i rincari più elevati.
L’andamento dei prezzi e le misure del governo
Il prezzo del gasolio ha ripreso a salire dopo un iniziale calo, passando dai 2,066 euro al litro di giovedì ai 2,092 euro rilevati ieri. Anche la benzina ha seguito un andamento simile, raggiungendo quota 1,998 euro al litro. Il governo si trova ora di fronte a una difficile decisione: prorogare o modificare il taglio delle accise.
Il governo ha stanziato ulteriori 125 milioni di euro per mantenere lo sconto fiscale di 17,2 centesimi al litro fino al 6 agosto. Tuttavia, i dati mostrano che il beneficio è stato inferiore alle attese. Il Codacons ha calcolato che la spesa complessiva per i rifornimenti è aumentata di circa 782 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le differenze territoriali e i rincari autostradali
Le differenze territoriali restano marcate. Nel Mezzogiorno e in Friuli Venezia Giulia, la benzina ha superato la soglia dei 2 euro al litro e il gasolio viene venduto oltre i 2,10 euro. Nelle Marche, invece, i prezzi medi sono i più bassi del Paese, mentre il Piemonte si colloca leggermente al di sotto della media nazionale.
Sulla rete autostradale i rincari risultano ancora più evidenti, con il gasolio che supera in media i 2,17 euro al litro. Questa situazione sta mettendo a dura prova le tasche degli automobilisti, soprattutto quelli che percorrono lunghi tragitti.
Mr Prezzi ha denunciato alla Finanza il 2,7% dei distributori che ritocca i listini verso l’alto, approfittando dell’aumento della materia prima. Questo comportamento sta ulteriormente erodendo il beneficio del taglio delle accise.
Il ministro dell’Economia ha rilanciato la questione sulla sospensione del vincolo del Patto di stabilità, proponendo un Cdm lampo per il rinnovo dello sconto da 24,4 centesimi al litro di benzina e diesel. Inoltre, sono previsti aiuti specifici per le imprese e gli agricoltori, settori particolarmente colpiti dall’aumento dei costi dei carburanti.
