Auto ed ecosostenibilità: il settore automobilistico è pronto per la svolta green

Perché è il momento di iniziare a valutare un'auto ecologica e quali sono i benefici di cui gode, tra cui anche il costo conveniente dell’assicurazione. 

La mobilità sta vivendo un grande periodo di evoluzione in ottica sostenibile ed è per questo che dobbiamo prepararci all’idea per cui, ben presto, il motore a scoppio andrà in pensione. Abbiamo letto parecchi articoli, approfondimenti ed interviste a riguardo e il messaggio che ci ha colpiti maggiormente è quello del manager del gruppo Stellantis, Tavares.

Egli sostiene che sia ancora presto per il tramonto dei motori a scoppio ma è consapevole del fatto che un cambiamento, seppur piccolo, sia certamente avvenuto. Commenteremo le sue affermazioni in questo approfondimento e cercheremo di capire perché iniziare a valutare un’auto ecologica e i relativi benefici di cui gode tra cui, ovviamente, anche il costo conveniente dell’assicurazione auto.

Il motore a scoppio è sulla via del tramonto?

Come dicevamo poc’anzi Tavares sostiene che l’età media della auto in circolazione in Europa si attesti sugli 11 anni con un grado di emissioni ancora troppo elevato. Al giorno d’oggi, tuttavia, le auto elettriche presenti sul mercato sono in grado di ridurre fino al 70% le emissioni di combustibili fossili nell’atmosfera, ma questo non è il solo vantaggio che sono in grado di offrire.

Le ibride attualmente sul mercato hanno prezzi sempre più accessibili anche a chi dispone di budget limitati e, quindi, è ragionevole pensare che sia finalmente giunto il momento per il mercato di svoltare verso la mobilità sostenibile. A ciò si aggiungono le tariffe agevolate per chi volesse stipulare un’assicurazione auto a motore non inquinante, ovvero pacchetti specifici per vetture ibride ed elettriche di recente uscita sul mercato.

Assicurazioni per auto sostenibili: il mercato è pronto

Il mondo delle assicurazioni auto, quindi, partecipa alla svolta ecologica incentivando gli automobilisti a passare alle vetture non inquinanti con premi vantaggiosi e pacchetti dedicati ai quali sempre più consumatori non possono rimanere indifferenti. Insomma se osserviamo il mercato automotive nella sua interezza appare ovvio che tutto sia pronto per il passaggio definitivo, ovvero per spegnere definitivamente il motore a scoppio e alimentare la mobilità unicamente con forme di energia non inquinante e rinnovabile.

Perché tutto ciò non è ancora avvenuto?

Le motivazioni potrebbero essere molteplici. Da un lato vi è la necessità di potenziare l’infrastruttura elettrica di approvvigionamento della carica delle auto, un problema piuttosto scottante se consideriamo che le colonnine di ricarica sono ancora troppo poche. Dall’altro vi è la tendenza dei consumatori a cambiare auto dopo una media di 11 anni di utilizzo, il che significa che mancano gli incentivi giusti a spingere le persone a procedere verso questo importante cambiamento.

Eppure, come abbiamo visto, esistono assicurazioni auto vantaggiose per i modelli ibridi ed elettrici come anche tutta una serie di incentivi che riguardano sconti e agevolazioni fiscali o per parcheggi e accessi in ZTL gratuiti.

Dopo decenni di utilizzo dell’auto a carburante è ovvio che il cambiamento non avverrà in una notte, né tantomeno possiamo pretendere che l’intera filiera di vendita e approvvigionamento di carburante possa essere riconvertita all’improvviso.

I tempi sono maturi

Per gli ottimisti i tempi sono maturi per procedere, anche se in modo graduale, ad un’inversione di tendenza in ottica sostenibile. Il miglior modo per incoraggiare gli automobilisti a procedere in questo senso resta quello dell’incentivo, proprio come hanno fatto le compagnie assicurative in materia di assicurazione per auto ibrida o elettrica. Lo stesso spetterà al Governo e alle istituzioni, gli enti capaci di offrire incentivi per la riconversione del parco auto nazionale in favore di quello ibrido ed elettrico.

Infine anche l’industria automobilistica dovrà impegnarsi duramente per favorire la diffusione dei veicoli senza opprimere l’ecosistema con le vecchie auto inquinanti dismesse. Il lavoro da compiere è certamente duro ma, rispetto a soli tre anni fa, almeno possiamo confermare che il tema è entrato a far parte del pubblico dibattito.

Scritto da alice Sacchi
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