Come funziona Fermo amministrativo auto 2015

Il fermo amministrativo è un atto, con il quale enti o amministrazioni, quali ad esempio Comuni, INPS, Regioni, Stato, etc.), dopo alcune comunicazioni di preavviso, bloccano un bene mobile (ad esempio un automezzo) con il fine di recuperare le somme dovute (qualora ad esempio non si siano pagate sanzioni, cartelle esattoriali,…).

Ad esempio, Equitalia notifica al cittadino, attraverso l’uso di una cartella esattoriale, un’intimazione di pagamento di quanto dovuto ad un ente creditore e il soggetto avrà a disposizione 60 giorni di tempo, dalla notifica della cartella, per saldare il debito ed evitare l’uso delle “ganasce fiscali” al proprio mezzo.

Prima che venga attua l’esecuzione del fermo, l’ente creditore dovrà notificare al debitore la volontà di procedere al fermo amministrativo attraverso una comunicazione preventiva.

Il preavviso concederà al soggetto ulteriori 30 giorni per il saldo dei debiti, diversamente il fermo diventerà effettivo. L’ente creditore non potrà procedere al fermo, per debiti inferiori ai 2 mila euro, se non dopo aver inoltrato al debitore almeno due solleciti e che il secondo sia stato notificato almeno due mesi dopo il primo. Senza le due notifiche si ha un fermo amministrativo illegittimo.

Nel frattempo il mezzo è sottoposto alle seguenti limitazioni:
– non può circolare, deve tenere ricoverato il veicolo in un luogo privato
– non può essere radiato dal PRA, come demolizione normale ( dai centri di demolizione)
-non viene accettata la radiazione per esportazione, perciò niente esportazione
-può essere venduto a qualcuno, senza però che questo potrà circolare e dovrà tenerlo in garage (è il venditore, che si deve accertare, che ciò avvenga).

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Per incappare nella procedura del fermo amministrativo, basta un “debito” di 50 euro, quindi anche il fatto semplice di non aver pagato il canone rai può portare al fermo amministrativo.

La procedura può però essere leggermente diversa secondo il debito:

tra 50 euro e 500 euro: vengono emesse la cartella esattoriale e relativi preavvisi di sollecito di pagamento, a cui segue il preavviso di fermo (si dovrebbe fermare solo su di un veicolo);
tra 500 euro e 2.000 euro: viene emesso il preavviso di fermo, ma è possibile, che non vi sia poi nessun sollecito di pagamento;
tra 2.000 euro e 10.000 euro: viene emesso un preavviso di fermo, ma poi, non vi è nessun sollecito di pagamento (in questo caso possono fermare anche 10 veicoli).

Dopo avere accertato che realmente si è debitori verso quell’ente che ha trasmetto la raccomandata di sollecito di pagamento, la soluzione principale più sbrigativa è quella di pagare quanto indicato nella cartella esattoriale. Qualora la somma richiesta sia troppo alta, è possibile richiedere all’ente una rateizzazione del pagamento fino a 72 rate con una estensione, introdotta nel 2013 fino a 120 rate. Il fermo amministrativo permane sul veicolo fino a quando il debito non è stato estinto, anche se, dopo pagamento di un terzo dello stesso (anche in unica soluzione o con più rate contemporaneamente), si può chiedere lo sblocco, motivandone la richiesta (es: serve per lavoro).

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