Elettriche più economiche delle ibride: la rivoluzione dei prezzi

Per la prima volta, le auto elettriche costano meno delle ibride. Un cambiamento epocale che potrebbe accelerare la transizione verso la mobilità sostenibile.

Un cambiamento epocale sta attraversando il mercato automobilistico: le auto elettriche hanno finalmente superato le ibride in termini di prezzo. Questo sorpasso storico potrebbe accelerare ulteriormente la diffusione delle vetture a batteria, soprattutto nei mercati emergenti.

Due fattori principali hanno reso possibile questa svolta: il crollo del costo delle batterie e l’espansione dei produttori cinesi che stanno dominando il mercato con prezzi competitivi e filiere produttive integrate.

Il crollo dei prezzi delle batterie

Il costo delle batterie agli ioni di litio che rappresentano tra il 30% e il 40% del prezzo di un’auto elettrica, è diminuito del 37% tra il 2026 e il 2026. Questo calo è stato favorito dall’eccesso di capacità produttiva in Cina che controlla circa l’80% del mercato.

Molte case automobilistiche stanno adottando le batterie Lfp (litio-ferro-fosfato), che non utilizzano il costoso cobalto. Questa tecnologia, un tempo penalizzata da una minore densità energetica, ha migliorato significativamente le proprie prestazioni negli ultimi anni. RenaultVolkswagen e Stellantis hanno annunciato l’intenzione di utilizzare batterie Lfp, in collaborazione con il produttore cinese Catl.

L’espansione dei produttori cinesi

La Cina sta giocando un ruolo cruciale nella riduzione dei prezzi delle auto elettriche. La dura concorrenza sul mercato domestico ha spinto gruppi come Byd a espandersi all’estero, offrendo vetture con costi inferiori e catene produttive verticalmente integrate.

Nel 2026, la Cina ha esportato 1,64 milioni di auto elettriche, contro meno di 100 mila nel 2026. Questa penetrazione è particolarmente forte nei mercati emergenti, dove il prezzo è un fattore decisivo per i consumatori. I produttori cinesi stanno ampliando la loro offerta, includendo modelli più grandi e di fascia alta con margini superiori.

La reazione dei costruttori occidentali

La pressione cinese e la riduzione del divario di prezzo stanno mettendo alla prova i costruttori occidentali e giapponesi. Toyota continua a difendere la propria strategia multi-pathway offrendo elettriche, ibride e altre motorizzazioni in base alle caratteristiche dei singoli mercati. Nissan invece, sta seguendo più direttamente il modello dei concorrenti cinesi, producendo vetture elettriche in Cina per esportarle sui mercati internazionali.

Secondo le previsioni dell’International Energy Agency nel 2026 le auto elettriche pure e le ibride plug-in potrebbero rappresentare circa il 30% delle vendite mondiali di automobili. Questo cambiamento potrebbe essere ulteriormente accelerato dall’aumento dei prezzi della benzina legato alla guerra in Medio Oriente.

Scritto da Ilaria Mauri