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Otto compositi Nanoramic per catodi e anodi al silicio

Nanoramic propone otto nuovi composti per rendere le batterie elettriche più accessibili, senza dover ricostruire le fabbriche.

Nanoramic, azienda statunitense specializzata nello sviluppo di tecnologie per accumulatori, ha appena annunciato il lancio della serie NXSP. Si tratta di otto nuovi composti destinati a semplificare la produzione degli elettrodi di batterie agli ioni di litio, mantenendo intatte le linee di assemblaggio già esistenti. L’obiettivo dichiarato è quello di consentire ai produttori di realizzare batterie più economiche senza dover introdurre nuovi macchinari, una scelta che, se confermata, potrebbe ridurre significativamente i costi di fabbricazione per le case automobilistiche elettriche.

La gamma NXSP comprende quattro materiali per i catodi e quattro per gli anodi al silicio. I primi sono pensati per integrarsi con le chimiche più diffuse sul mercato – NCM, NCA, NCMA e LFP – aumentandone la densità di materiale attivo e abbassando i costi di lavorazione grazie a sospensioni a elevato contenuto solido. Gli ultimi, invece, mirano a gestire l’espansione tipica del silicio durante la carica, mantenendo la conductività elettrica e riducendo la perdita di efficienza nota come polarizzazione.

I quattro composti per i catodi: una soluzione plug-and-play

Il modello NXSP 310Y è ottimizzato per le formulazioni standard di NCM, NCA e NCMA, garantendo una buona compatibilità con le linee produttive esistenti. Il NXSP 330Y introduce una rete di carbonio doppia, ideale per elettrodi ad alta carica dove è richiesta una maggiore capacità di potenza. Con NXSP 350Y si passa a una versione policristallina, pensata per ridurre al minimo la resistenza interna e migliorare le prestazioni nei cicli di scarica intensi. Infine, il NXSP 370Y è dedicato alla chimica LFP, la più economica e largamente impiegata nelle auto elettriche di fascia media.

Gli anodi al silicio: quattro gradazioni di contenuto

Per gli anodi, le differenze tra i quattro prodotti si basano sulla percentuale di silicio-carbonio presente nella miscela. I modelli NXSP 620Z e NXSP 640Z coprono una gamma di contenuto compresa tra il 20% e il 50%, offrendo un equilibrio tra aumentata capacità e durata prolungata. Quando si supera il 50% di silicio, entrano in gioco NXSP 660Z e NXSP 680Z pensati per massimizzare la densità energetica pur gestendo la sfida dell’espansione meccanica. Nanoramic afferma che questi ultimi mantengono la conductività anche al massimo rigonfiamento, riducendo la degradazione dell’elettrodo nel tempo.

Al momento, le prestazioni riportate sono ancora dichiarazioni fornite dall’azienda, in attesa di verifiche indipendenti. Un aggiornamento riferito a settembre segnala che i materiali NXSP sono già in fase di spedizione a diversi produttori di batterie e a clienti industriali, benché i nomi dei costruttori automobilistici rimangano riservati. Parallelamente, il settore continua a esplorare rivestimenti e altre soluzioni per rendere gli anodi al silicio più stabili e le batterie più sicure, confermando che la ricerca su queste tecnologie è in rapida evoluzione.

Scritto da Andrea Conforti