Sanità lombarda: 6,3 milioni per modernizzare ospedali e servizi

La Regione Lombardia ha stanziato 6,3 milioni di euro per modernizzare gli ospedali e migliorare i servizi sanitari, con un focus su tecnologia e personale.

La Regione Lombardia ha annunciato un investimento significativo di 6,3 milioni di euro per modernizzare le strutture sanitarie e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Questo finanziamento, destinato all’ASST Melegnano e Martesana, rappresenta un passo fondamentale per l’ammodernamento tecnologico e infrastrutturale del sistema sanitario regionale.

L’obiettivo principale è rafforzare l’offerta sanitaria sul territorio attraverso interventi mirati sia sul fronte tecnologico che su quello strutturale. Le risorse stanziate permetteranno di realizzare una serie di opere finalizzate alla riqualificazione dei presidi ospedalieri e all’acquisto di apparecchiature di ultima generazione, garantendo prestazioni sempre più moderne e di qualità.

Investimenti in tecnologia e infrastrutture

Tra gli interventi più rilevanti figurano 1,66 milioni di euro destinati all’acquisto di un nuovo angiografo per l’ospedale di Vizzolo Predabissi. Questo investimento comprende anche i lavori di adeguamento dei locali che ospiteranno la nuova apparecchiatura, destinata a potenziare l’attività diagnostica e interventistica della struttura.

Altri 800 mila euro saranno impiegati per l’acquisto di apparecchiature di media e bassa tecnologia, per l’innovazione tecnologica e per la sostituzione di dispositivi ormai obsoleti. Questo permetterà di garantire standard sempre più elevati nell’assistenza ai pazienti. Una quota di 1,45 milioni di euro sarà destinata al riscatto di apparecchiature attualmente acquisite tramite contratti di noleggio e leasing, ottimizzando la spesa nel lungo periodo e acquisendo la piena disponibilità patrimoniale dei beni.

Sono inoltre previsti circa 1,6 milioni di euro per ulteriori progetti di ammodernamento e potenziamento dei servizi sanitari, mentre altri 875 mila euro saranno investiti nella riqualificazione ambientale e nella messa in sicurezza degli edifici dei presidi aziendali.

La sfida dell’intelligenza artificiale nella sanità

Nonostante gli investimenti in tecnologia, solo il 3% delle organizzazioni sanitarie dichiara di aver ottenuto ritorni significativi dagli investimenti in intelligenza artificiale. Questo dato evidenzia come l’adozione dell’AI non sia sufficiente per garantire miglioramenti concreti. Secondo Jan Beger, Global Head of AI Advocacy di GE HealthCare, il problema principale non risiede nella tecnologia in sé, ma nel modo in cui viene implementata.

Molte organizzazioni sanitarie hanno introdotto l’AI in qualche forma, ma sono poche quelle che dispongono della governance, dei processi, della formazione e dell’allineamento della leadership necessari per integrarla nell’attività clinica quotidiana. L’errore più comune è considerare l’AI una soluzione «plug-and-play», quasi una bacchetta magica. In realtà, l’AI non crea valore da sola, ma quando cambia anche il modo in cui il lavoro viene organizzato.

Esempi di successo nell’imaging medico

Le evidenze più solide arrivano oggi dalla diagnostica per immagini, e in particolare dallo screening mammografico. In Svezia, lo studio MASAI ha mostrato che il supporto dell’intelligenza artificiale ha aumentato di circa il 29% la capacità di individuare i tumori senza aumentare i falsi positivi, riducendo al tempo stesso del 44% il carico di lavoro dei radiologi. In Germania, lo studio PRAIM ha rilevato un tasso di individuazione di 6,7 casi ogni 1.000 donne con il supporto dell’AI contro 5,7 senza, con un tasso di richiamo addirittura in calo.

Questi risultati concreti ottenuti in programmi di screening reali rafforzano la fiducia complessiva nella tecnologia. Tuttavia, per ottenere risultati simili, è fondamentale partire da un problema clinico o operativo reale, coinvolgere i professionisti sanitari fin dall’inizio e integrare meccanismi di supervisione e feedback che permettono di migliorare lo strumento nel tempo.

Sostenere gli ospedali delle aree più disagiate

La Giunta regionale ha approvato la ripartizione di 5 milioni di euro del Fondo per le Indennità Regionali Aggiuntive (IRA) per sostenere l’operatività dei presìdi ospedalieri situati nelle aree caratterizzate da particolare disagio demografico e geomorfologico. Questo fondo è destinato a sostenere il personale sanitario della dirigenza e del comparto operante nei presìdi interessati, valorizzando il reale carico di lavoro dei Pronto Soccorso.

Le risorse del fondo saranno assegnate alle Asl sulla base del fabbisogno assistenziale, con un incremento delle quote destinate ai territori che registrano la maggiore attività di emergenza-urgenza. Questo provvedimento rafforza la tenuta del sistema nelle aree più esposte alla carenza di personale, riconoscendo il valore di chi assicura servizi essenziali ai cittadini anche nelle situazioni più difficili.

La misura e le modalità di corresponsione delle indennità saranno definite nell’ambito della contrattazione collettiva, mentre alle Aziende sanitarie viene demandato il compito di ripartire le risorse tra dirigenza e comparto sulla base delle effettive criticità assistenziali presenti nei rispettivi territori.

Scritto da Andrea Conforti