Auto cinesi conquistano il mercato europeo, le elettriche al 21,7%

L’Europa supera il 21% di vendite elettriche e i costruttori cinesi guadagnano terreno, superando persino Renault.

Il mercato automobilistico del Vecchio Continente mostra segni di una trasformazione senza precedenti. Da gennaio ad agosto 2026, le immatricolazioni complessive nella zona UE+EFTA+UK hanno superato i 9,1 milioni di unità, segnando una crescita del 5,8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la vera sorpresa è la quota delle auto elettriche che ha toccato il 21,7% del totale, quasi un aumento di sei punti percentuali rispetto al 2025.

Questa svolta non è solo numerica: la composizione dei marchi è cambiata radicalmente. Se sommiamo le vendite di Geely, BYD, SAIC, Chery e Leapmotor, otteniamo oltre un milione di veicoli, cifra che supera singolarmente gruppi storici come Renault, Hyundai-Kia o persino BMW. In altre parole, più dell’11% delle nuove auto immatricolate in Europa porta oggi il badge di un produttore cinese.

Le elettriche dominano il mercato europeo

Nel solo mese di agosto sono state immatricolate 243.207 unità a batteria, con un incremento del 52,2% rispetto al medesimo periodo del 2025. La crescita è ancora più marcata nell’Unione Europea, dove le vendite di veicoli elettrici a batteria sono salite del 62,7%. Questo porta la penetrazione delle elettriche dal 15,8% dell’anno scorso a quasi un quinto delle immatricolazioni complessive, un risultato che rende l’Europa una delle regioni più proattive al mondo nella transizione energetica.

Andamento mensile di agosto

Il balzo di agosto non è stato isolato: la tendenza positiva è evidente anche nei mesi precedenti, con una media mensile di crescita superiore al 5%. Il Regno Unito ha guidato il ritmo, con un +13,7% rispetto al 2025, seguito da Spagna (+11,8%) e Francia (+7,4%). Anche l’Italia ha mostrato segni di ripresa, ma resta al di sotto della media europea, con una quota elettrica che si attesta intorno all’8,1%.

Il boom dei produttori cinesi

Il segmento cinese ha registrato aumenti a tripla cifra. BYD ha più che raddoppiato le proprie vendite (+127,9%), Chery ha superato il +217% e Leapmotor è quasi raddoppiata (+219,5%). Saic ha invece registrato una crescita più moderata del +32,4%, ma comunque significativa. Questi risultati hanno spinto il gruppo Geely – comprendente anche Volvo – a un incremento del 25% delle proprie immatricolazioni europee.

Crescite record di BYD, Chery e Leapmotor

Il salto di BYD è stato particolarmente notevole: dal primo trimestre, il marchio ha superato sia Ford che Tesla in termini di volumi europei. Leapmotor, quasi assente fino a poco tempo fa, ha raggiunto quasi 75.000 unità vendute entro la fine di agosto, dimostrando la forza di una strategia di prezzo aggressiva combinata a una rete distributiva in rapida espansione.

Il declino di benzina e diesel

Parallelamente all’ascesa delle elettriche, le motorizzazioni tradizionali stanno perdendo terreno. Nel periodo gennaio-agosto, la quota di benzina è scesa dal 28% al 21,7%, mentre il diesel è passato dal 15% al 7,3%. In totale, le due alimentazioni rappresentano ora meno del 30% delle nuove immatricolazioni, una diminuzione di otto punti percentuali rispetto all’anno scorso.

L’ibrido non plug-in continua a dominare il mercato, coprendo quasi il 40% del totale, ma anche le plug-in stanno guadagnando spazio, con un +13,5% di vendite a livello europeo e una quota del 11,3% del mercato.

Differenze nazionali e prospettive future

Il panorama non è omogeneo. Mentre il Regno Unito e la Spagna registrano crescite superiori al 10% nei volumi complessivi, l’Italia avanza solo del 3,2% e la Germania del 2,6%. La Francia, al +7,4%, è l’unico grande mercato a registrare un andamento più dinamico rispetto al tasso medio europeo. Le previsioni per la fine del 2026 indicano che il segmento elettrico potrebbe superare il 25% delle immatricolazioni, spinto da incentivi governativi e da una rete di ricarica sempre più capillare.

Il futuro del settore sembra quindi segnato da una crescita sostenuta dell’elettrificazione e da una maggiore diversificazione dell’offerta produttiva.

Scritto da Francesca Lombardi