Il mercato automobilistico del Vecchio Continente mostra segni di una trasformazione senza precedenti. Da gennaio ad agosto 2026, le immatricolazioni complessive nella zona UE+EFTA+UK hanno superato i 9,1 milioni di unità, segnando una crescita del 5,8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la vera sorpresa è la quota delle auto elettriche che ha toccato il 21,7% del totale, quasi un aumento di sei punti percentuali rispetto al 2025.
Questa svolta non è solo numerica: la composizione dei marchi è cambiata radicalmente. Se sommiamo le vendite di Geely, BYD, SAIC, Chery e Leapmotor, otteniamo oltre un milione di veicoli, cifra che supera singolarmente gruppi storici come Renault, Hyundai-Kia o persino BMW. In altre parole, più dell’11% delle nuove auto immatricolate in Europa porta oggi il badge di un produttore cinese.
Le elettriche dominano il mercato europeo
Nel solo mese di agosto sono state immatricolate 243.207 unità a batteria, con un incremento del 52,2% rispetto al medesimo periodo del 2025. La crescita è ancora più marcata nell’Unione Europea, dove le vendite di veicoli elettrici a batteria sono salite del 62,7%. Questo porta la penetrazione delle elettriche dal 15,8% dell’anno scorso a quasi un quinto delle immatricolazioni complessive, un risultato che rende l’Europa una delle regioni più proattive al mondo nella transizione energetica.
Andamento mensile di agosto
Il balzo di agosto non è stato isolato: la tendenza positiva è evidente anche nei mesi precedenti, con una media mensile di crescita superiore al 5%. Il Regno Unito ha guidato il ritmo, con un +13,7% rispetto al 2025, seguito da Spagna (+11,8%) e Francia (+7,4%). Anche l’Italia ha mostrato segni di ripresa, ma resta al di sotto della media europea, con una quota elettrica che si attesta intorno all’8,1%.
Il boom dei produttori cinesi
Il segmento cinese ha registrato aumenti a tripla cifra. BYD ha più che raddoppiato le proprie vendite (+127,9%), Chery ha superato il +217% e Leapmotor è quasi raddoppiata (+219,5%). Saic ha invece registrato una crescita più moderata del +32,4%, ma comunque significativa. Questi risultati hanno spinto il gruppo Geely – comprendente anche Volvo – a un incremento del 25% delle proprie immatricolazioni europee.
Crescite record di BYD, Chery e Leapmotor
Il salto di BYD è stato particolarmente notevole: dal primo trimestre, il marchio ha superato sia Ford che Tesla in termini di volumi europei. Leapmotor, quasi assente fino a poco tempo fa, ha raggiunto quasi 75.000 unità vendute entro la fine di agosto, dimostrando la forza di una strategia di prezzo aggressiva combinata a una rete distributiva in rapida espansione.
Il declino di benzina e diesel
Parallelamente all’ascesa delle elettriche, le motorizzazioni tradizionali stanno perdendo terreno. Nel periodo gennaio-agosto, la quota di benzina è scesa dal 28% al 21,7%, mentre il diesel è passato dal 15% al 7,3%. In totale, le due alimentazioni rappresentano ora meno del 30% delle nuove immatricolazioni, una diminuzione di otto punti percentuali rispetto all’anno scorso.
L’ibrido non plug-in continua a dominare il mercato, coprendo quasi il 40% del totale, ma anche le plug-in stanno guadagnando spazio, con un +13,5% di vendite a livello europeo e una quota del 11,3% del mercato.
Differenze nazionali e prospettive future
Il panorama non è omogeneo. Mentre il Regno Unito e la Spagna registrano crescite superiori al 10% nei volumi complessivi, l’Italia avanza solo del 3,2% e la Germania del 2,6%. La Francia, al +7,4%, è l’unico grande mercato a registrare un andamento più dinamico rispetto al tasso medio europeo. Le previsioni per la fine del 2026 indicano che il segmento elettrico potrebbe superare il 25% delle immatricolazioni, spinto da incentivi governativi e da una rete di ricarica sempre più capillare.
Il futuro del settore sembra quindi segnato da una crescita sostenuta dell’elettrificazione e da una maggiore diversificazione dell’offerta produttiva.
