Auto ferma di notte, cosa fare e come comportarsi

Auto ferma di notte, ecco cosa fare per superare il fastidioso problema: comportamento e strumenti per trasformare una noia in un'occasione di verifica

La bella stagione con il tempo stabile e circostanze generali più favorevoli ai viaggi sono ormai alle porte e mettersi in viaggio con l’auto diventa perciò un must al cui fascino torneremo presto a soggiacere. Ma mettersi in viaggio con l’auto significa anche e soprattutto preventivare ogni evenienza e saper fronteggiare ogni imprevisto.

Questo perché, non va mai dimenticato, un viaggio in auto è un continuo confronto fra quello che sappiamo fare noi con la guida e quello che “sa fare” il nostro veicolo con le sue caratteristiche meccaniche. Per questo motivo l’eventualità di uno stop dell’auto di notte è una faccenda che dobbiamo saper fronteggiare con una serie di comportamenti elementari ma fondamentali. Vediamo cosa fare se l’auto su ferma di notte.

Cosa fare se l’auto si ferma di notte

Lo sono per ragioni di sicurezza che non sfuggono ad ogni attento guidatore, ma che tendono ad essere ignorate nella fase più delicata, quella del loro approntamento logistico. Perché restare in panne è una possibilità che tutti riconosciamo come concreta, ma pochi di noi contemplano come meritevole di pianificazione. In altre parole se succede ci affanniamo a fare qualcosa, ma se dobbiamo parlarne non sprechiamo più di tanto a “ripassare” cosa fare davvero.

Eppure l’auto ferma nelle ore notturne può diventare un problema abbastanza noioso e a volte serio. Armiamoci di pazienza perciò è vediamo insieme i passi fondamentali per superare questo ostacolo.

Prima regola: rendiamoci visibili

Esiste tutta una serie di accorgimenti mainstream che però ha un presupposto di base nella verifica a monte della loro attuabilità. In buona sostanza per prendere misure di emergenza bisogna avere a disposizione tutti gli strumenti che quell’emergenza comporta, e sono elementi tecnici e comportamentali.

Il primo innanzitutto è quello della lucidità di noi che rimaniamo in panne. Motivo per cui mai scendere precipitosamente dall’auto e mettersi a spingere il veicolo verso una zona di sosta eventualmente più confortevole. Se il problema è dato da una gomma a terra ed abbiamo esperienza nel cambio, ricordiamoci un dato. Che cioè un essere umano chino sul fianco di un’auto di notte è praticamente invisibile se non ha fonti luminose ad avvisare che quell’essere umano è là.

L’attrezzatura necessaria

Rendiamoci visibili attivando le quattro frecce prima di fare ogni altra cosa e indossiamo subito il giubbotto catarifrangente. E se quest’ultimo è nel cruscotto facciamolo prima di scendere e mai dopo essere scesi nei pressi della portiera; quei pochi secondi possono fare la differenza. Se il giubbotto è nel portabagagli usciamo dal lato del passeggero e raggiungiamo il vano camminando lungo il bordo della carreggiata. Attenzione: non lasciamo i proiettori abbaglianti accesi e facciamo attenzione all’orientamento di quelli anabbaglianti, soprattutto se percorriamo una strada a doppio senso di marcia e in zone dove una certa velocità è consentita.

La sosta in piazzola è normata come atto d’emergenza anche in caso di guasto o stallo del veicolo, non solo di malore o circostanze legate agli occupanti della vettura. Norma e buon senso ci dicono poi, per mezzo del Codice della Strada, che la nostra visibilità deve essere completata dal posizionamento del triangolo. Qui le note si fanno dolenti: il triangolo va posizionato ad almeno 50 metri dal veicolo perché deve garantire visibilità dell’area di emergenza da almeno 100 metri per chi sopraggiunge. Armiamoci di pazienza perciò e sempre bordeggiando la carreggiata raggiungiamo quella distanza e piazziamo il nostro attrezzo. Attenzione: abbiamo a disposizione tre ore stabilite in punto di diritto per risolvere la situazione, quindi è inutile affannarsi o “saltare” qualche passaggio. L’esperienza insegna che il range temporale non è purtroppo a servizio del nostro bisogno di sbrigarci, quindi è meglio fare le cose bene e farle tutte che farne poche e di corsa. Siamo di notte e abbiamo poche opzioni, la prima delle quali è la nostra sicurezza.

Pensiamo a chi viaggia con noi

Nostra e di chi eventualmente viaggia con noi. Ecco perché è fondamentale far scendere eventuali occupanti del veicolo in assoluta sicurezza, specie se ci sono bambini, anziani o persone con abilità diverse. Se non ci si trova nei pressi di una stazione di rifornimento o di uno spot deputato come ad esempio un autogrill la priorità è far allontanare dalla sede stradale tutti e farlo subito dopo aver reso visibile in veicolo in panne, mai prima e in condizioni di visibilità scarsa. A quel punto potremo avvalerci del cellulare in nostro possesso o di quello di chi viaggia con noi per chiamare un carro attrezzi. Questo perché la mistica delle auto in panne è piena di “amici fidati” che intervengono anche nelle ore notturne e, chini sul cofano, ci risolvono il problema, ma è mistica più da mito che da realtà. La realtà ci dice che se la nostra auto si ferma nelle ore notturne la nostra scaletta di priorità deve adattarsi alle esigenze di un momento delicato, momento in cui solo la nostra condotta può fare la differenza fra un intoppo e una tragedia.

Scritto da Giampiero Casoni
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