Gordon Murray: SUV elettrici come una Mazda MX-5?

Gordon Murray potrebbe rivoluzionare il mondo delle auto elettriche. Si concentrerà sulla progettazione di veicoli leggeri.

All’inizio di giugno, Gordon Murray ha rivelato di voler commercializzare due SUV elettrici. L’ex progettista di Formula 1, padre della McLaren F1, rimane comunque fedele ai suoi principi.

Gordon Murray e l’arrivo di SUV elettrici leggeri

Il britannico potrebbe riuscire a rendere le sue auto a emissioni zero molto più leggere.

Questo è quanto Philip Lee, il nuovo CEO del Gordon Murray Group, ha lasciato intendere. Secondo lui, il primo dei due SUV elettrici di Gordon Murray potrebbe pesare tra i 1.100 e i 1.200 chili.

Entrambi i modelli utilitari utilizzeranno la piattaforma ultraleggera delle supercar del marchio, la T50 e la T33. Si tratta di una piattaforma modulare che può essere utilizzata sia per le supercar che per i futuri SUV elettrici.

Anche la tecnologia intorno alla batteria contribuirà alla leggerezza del modello. La batteria sarà raffreddata a liquido e integrata nella struttura dell’auto. Questa integrazione avverrà tramite un box che offrirà un facile accesso alla batteria per tutte le operazioni di manutenzione.

Il peso di questo SUV elettrico dovrebbe quindi essere inferiore a quello di una Mazda MX-5 o di un Alpine A110, noti per la loro leggerezza. Inoltre, peserà 300 chili in meno di una Renault Zoe.

Mazda MX-5 (2022): ancora più agile nelle curve

Potreste già avere familiarità con la tecnologia G Vectoring Control di Mazda. Si tratta infatti di un controllo intelligente della gestione del motore nelle curve e nei cambi di rotta. L’obiettivo è quello di ridurre il sottosterzo agendo sulla coppia motrice delle ruote motrici quando si entra in curva. Il G Vectoring Control riduce leggermente la coppia per “caricare” l’asse anteriore, togliendo il peso dall’asse posteriore e rendendo più facile l’entrata in curva.

Sulla MX-5 del 2022, Mazda introduce il nuovissimo sistema chiamato KPC (Kinematic Posture Control). Sulla carta, sembra funzionare come un Torque Vectoring molto semplice (senza un differenziale attivo). La ruota posteriore interna viene frenata in curva e durante le frenate pesanti, grazie all’analisi dei sensori in tempo reale sulla velocità delle ruote posteriori destra e sinistra.

Secondo Mazda, ciò fornirebbe anche un effetto antirollio in curva. Se dovesse rivelarsi efficace almeno quanto il G Vectoring Control, potrebbe essere un’ottima novità.

Scritto da Sabrina Rossi
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